venerdì 29 ottobre 2010

Avance bestiali...

Giornata stupenda oggi in Funklandia, evento raro e proprio per questo bisogna proprio carpire il diem. A parte il sole splendido però c’è un freddo pungente che mi sfrizzola la punta del naso e infatti ho già quasi consumato tutta la mia scorta di fazzoletti (più che utili di questi tempi). Tornando da scuola, dunque, mi ricordo del motto di oggi e in un impeto di energia salto giù dal tram per andare a fare un salto al supermercato e prendere i fazzoletti mancanti.

Ecco che entrando mi accorgo che potrei anche prendere delle altre cosette per pranzo e allora mi dirigo verso gli scaffali della frutta e della verdura. Tra mandarini spiaccicati per terra e anziani signori che ancora non sanno usare la bilancia elettronica, ecco che sento un fischio. Uno di quei fischi irritantissimi da marpioni abbonati che sento talvolta quando passo vicino al cantiere di fianco a casa. Uno di quei fischi che vogliono dire “ehi bambola, guarda che io sono macho man”.
Tornando al supermercato, mi guardo in giro e penso: “ma chi, CHI rompe le scatole anche al supermercato? Guardo con il mio sguardo sprezzante un povero dipendente che sta riempiendo gli scaffali di cipolle, ed ecco che lo sento ancora. Allora mi accorgo che mi sono fermata nel posto sbagliato: davanti a me si erige un pupazzo 1:1 di una marmotta che dovrebbe rappresentare la biologicità (J,scusate il neologismo elaniano) dei prodotti. Sì, proprio quella stupida stessa marmotta della pubblicità, che la ragazza si ritrova nel cestello della bicicletta a fischiettare allegramente. Mi riscuoto, ancora incredula, e cerco di ritrovare la retta via tra gli scaffali, perché tra il ragazzo delle cipolle e la marmotta marpiona, già mi sono dimenticata di che cosa volevo comperare. Focalizzo: i fazzoletti, giusto.J Ela

giovedì 28 ottobre 2010

Giornata NO per le FunkFunk

A volte mi chiedo perché sono cosí idiota, se ho qualche deficit nel cervello, o se sono semplicemente allucinata e affetta dal morbo di Fantozzi! La mia testa, soprattutto stasera, non ci stava proprio..ma dov'era finita? Non si sa.
Una volta Ela mi disse:

"La tua testa ha fatto il giro della casa per non incontrarti!" :)

Penso proprio che avesse ragione! Da quel giorno, la mia testa è scomparsa! Non ho contattato "Chi l'ha visto?" perché ho creduto che fosse stupido annunciare una perdita inutile :)..Sta di fatto, che stasera, in tre ore, me ne sono successe di tutti i colori!

1) Verso le 18.20 mi preparo per scappare da Funklandia, la città dello stress. Cerco di attivare tutte le mie forze per superare la scalata dell'Everest, obbligatoria per chi vuole usufruire del tram. Scendo i miei quattro piani di scale, faccio salite e discese tra le vie piú oscure, scendo altri tre piani di scale nella galleria di Funklandia, incorporata di vento contrario a 100km/h e infine, dopo un lungo combattimento, mi rilasso un po' sulla scalamobile. Ma oggi, rilassarsi proprio non si puó! Giuditta, la mia valigia, a questo trantran giustamente ha detto "Basta!" ed ha cosí deciso di passar a miglior vita..

2) Giunta in stazione, incontro un'anima felice, una collega di spagnolo. Ajajajajaj, vi ricordate che stasera era serata di film latinoamericani? Beh, Francis e Doroty, la sua collega, non ce l'hanno fatta a partecipare alla lunga carrellata di film muti ,e cosí ,si sono ritrovate sul binario a sparlare sia dei film che del sore, sore che, sfortunatamente, muto non è! Giunto il momento di salire sul treno, sopraggiunge il piccolo pulmino porta carrellino-rompi-scatole e provate ad immaginare dove si ferma? Davanti a Francis e Doroty, giusto per regalargli uno splendido panorama...

3) Finalmente, riusciamo a prendere posto. Parliamo del piú, del meno e di tutte le operazioni matematiche possibili. Ci facciamo quattro risate e poi ci mettiamo un po' a studiare. Le ore passano, i minuti pure e siamo a un'ora dalla destinazione, è quindi giunto il momento di dire "Basta, ne ho abbastanza di fogli, lettere, numeri e quant'altro!" Riprendo a parlare con Doroty. Eravamo talmente prese dalla nostra conversazione che il tempo ci è volato. Sentiamo una voce provenire dall'alto dei cieli, ma non l'ascoltiamo. Io mi precipito, metto le mie lettere e i miei numeri dentro Giuditta, la valigia e saluta la mia collega. Scesa dal treno, panico totale:

"Ma dove sono finita? Questa non è la stazione di casa mia! E cosa ci fa quel treno lí fermo? Ma dove sono le scale? Ma scusa, ma Doroty mica mi aveva detto che doveva scendere anche lei perché doveva cambiare treno? Perché non è scesa? Oh mamma, ma cosa mi succede?"

In un flash di secondi Francis si ritrova completamente disorientata, ma per fortuna riesce a capacitarsi e comprendere che quella fermata non era la sua...Si volta e risalta sul treno, si dirige verso Doroty e le dice "Ma scusa, ma tu non mi dici niente?" e lei "Ma come, ti sei precipitata, non capivo piú a quale fermata mi avevi detto che saresti scesa" a quel punto entrambe scoppiano a ridere...


Francis, parente di Fantozzi

"Pensieri da fesserie"

Questa per Lola è stata una giornata da strizza cervello. Glielo hanno fatto strizzare, stropicciare, annacquare, spolpettare talmente tanto che a tratti si dimenticava che con lei a soffrire c'era O'Tactac (l'esemplare di maschio che Lola si è scelta). Il luogo più ambito dove i studenti funklandesi passano il tempo a triturarsi le meningi è la biblioteca centrale.
"O'Tactac?" Lola si ricorda di avere una lingua e che esiste un mondo reale al di fuori di conti e principesse medievali.
"Eh.." O'Tactac risponde bisbigliando come è giusto che sia.
"Vado in bagno un attimo"
"Ok, falla tutta mi raccomando..." O'Tactac la prende in giro come al solito...

Lola si dirige "auf die Toilette" come si dice qui. Entra, chiude la porta a chiave e si accorge di avere tra le mani il telefonino. Per dinciribacco, non ho tasche e ora dove lo metto?
Per terra? Ma sente la voce di sua madre che da lontano s'indigna "il pavimento è il luogo dove germinano più batteri, è schhhhporco!"
In mano? E no come faccio poi...
Ah ma qui c'è una scatola attaccata alla porta per i sacchetti igienici, lo appoggio qui su questa piccola sporgenza. Ci sta? Ci sta.

Lola continua a pensare... ma perché si dice andare "auf die Toilette", andare sul gabinetto, perché bisogna proprio essere così espliciti e fare capire che ci si bisogna sedere sopra? Ma dico un po' di privacy, di dico non dico. Intanto esce dal bagno incontra una ragazza che invece entra e che farà forse i suoi stessi "pensieri da fesserie", cammina, sale le scale, da' un'occhiata all'uscere con quell'aria seria e...

.... Il telefoninoooooo! Lola comincia a correre come una matta, Lola sembra il fido Lessie che deve salvare il bambino biondo di turno, Lola ha il fiatone, Lola sente la canzone di Mission Impossible di sotto fondo, Lola si sente la compagna improvvisata di Tom Cruise, Lola entra con foga in bagno e vede quella ragazza che avrebbe dovuto fare i suoi stessi "pensieri da fesserie" chiudere la porta del suo bagno!

Spaaaam, skreschetepum!

Telefonino frantumato... Silenzio....
Lola immobile, l'unica cosa che la separa dal suo oggetto:una porta da WC.
"Entschuldigung?" si fa coraggio, "Sarebbe il mio telefonino..."
La ragazza apre la porta ancora scossa dallo skrescetepum e mi dice "Non so come sia potuto succedere..."

E io lo so invece, basta essere Lola e fare "pensieri da fesserie"!


Lola :-)

martedì 26 ottobre 2010

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Quando le Funkfunk16 hanno iniziato questa loro pazza e insolita convivenza affrontarono incontri e scontri culturali su di un fronte ben preciso: la parola. Dovete sapere che le Funkfunk16 sono sì ticinesi ma dalle origini più disparate... Abbiamo miscugli di valli ticinesi, nonché cantoni svizzero tedeschi, per poi rotolare giù giù e ancora più giù, nel profondo sud Italia. Queste radici trovano la loro massima manifestazione in una precisa occasione: Quando le Funkfunk16 parlano al telefono.

"Pronto?"
"Buongiorno Signorina, sono la Signora Lella, la nonna di Ela, vorrei gentilmente parlare con lei.", Lola di fronte alla nonna dolcissima e cortesissima di Ela "Elaaaaa, tua nonna! Mi ha chiamato Signorina! Non mi sentivo così importante da anni!".

"Pronto?"
"Ja grüezi, hier isch ts'Herr Rüecksackli am Telephone, ha wölla as Angebot vorstellä... Numa no a Frag... Isch so nützlich... grad üeseri Firma..."
... "mmm"... "eh...", "che cavolo...", "eh"...,
"Ela vieni al telefono che ci sta uno che non capisco un'acca!" Francis si ribella!

"Pronto?"
"We Lolà, embeh com stai?" la dolce mamma di Lola la saluta con il suo lontano accento da pugliese.
"Ciauuu Mamiii" Lola però, non può fare a meno di esprimersi con il suo di accento, accento da ticinese pieno di articoli prima di nomi personali, alternati da neeeee e bom. Si da il via quindi ad un discorso intergenerazionale, tra madre e figlia, formato da idiomi differenti... Cosa che farebbe drizzare i peli sulla pelle di Bignasca! Poveretto! O forse no...
"Eh, e che hai mangiato oggi Lolà?"
"La pasta mamma, l'ha cucina la Francis, era meeega buona!"
"Mmm, brav' brav', e mo' che fai?"
"Eh bom, mi metto a studiare..."
"Eh Lolà stud m' raccmann, ca t' spiezz r'gamb" in un modo affettuoso, comprensibile attraverso il codice culturale pugliese, mi incoraggia allo studio.
"Si mami bella studio studio...".

"Pronto?"
"Ciao Love!!!" No non è il fidanzato di Tiff, è sua sorella, se uno le vedesse si stupirebbe nel venire a conoscenza che non sono gemelle, anche se assomigliano alle veline, la bruna e la bionda.
"Ciao Sister!" e poi seguono risate a più non posso, progetti al sapore di tequila e regaetton, e baci baci!



"Pronto?"... Chi sarà il prossimo? Un caro saluto, Lola :-)

domenica 24 ottobre 2010

Spagnolo colloquiale o sesso e parolacce?!

è da tempo ormai che Francis si strugge per leggere un libro, diciamola cosí come sta, PORNO! Il colmo è che non è un libro di sua scelta, ma bensí un libro della classifica di gradimento della cosí chiamata Università di Funklandia. La povera Francis si è dovuta sottomettere a questa violenza sessuale...e sapete che deve farci con sto libro?? Tradurre i vocaboli sul sesso e sulle parolacce e studiarseli per l'esame di spagnolo colloquiale, il che, la rende molto perplessa.

Fin da piccola mi hanno insegnato che le parolacce non si dicono, le mie compagne di avventura, specialmente Lola, dice che "ci si bisogna pulir la bocca con il sapone quando una persona dice le parolacce"...e adesso sono arrivata all'università, dove il sapere è molto alto, e mi insegnano a dire le parolacce? Ma che società contorta..peggio delle opere d'arte di Picasso!

E poi, educazione sessuale mica si faceva alle medie e al liceo? Ah, ma forse adesso siamo arrivati alla pratica, sempre su carta, spiegata nei minimi dettagli e con parole onomatopeiche.

Le mie proposte:

1) l'università crea una nuova facoltà con una nuova materia chiamata "educazione sessuale: livello avanzato"

2) il corso di spagnolo colloquiale dia l'opportunità di scelta tra due lezioni specifiche:

             - "spagnolo colloquiale sul sesso spietato"

             - "spagnolo colloquiale nei limiti giusti"

Forse cosí si creerebbe uno schieramento tra "pervertiti" e "persone nella norma", peró, mica è colpa mia....

Che dilemma!
Aiutatemi!

Francis

sabato 23 ottobre 2010

Piccole gioie

Questa mattina mi sveglio e già percepisco il freddo mattutino fuori dalla mia finestra. Funklandia non si smentisce mai, novembre è vicino e il gelo gli farà da accompagnatore. Il mio materasso economico da studente allo sbaraglio, ancora dopo 3 anni, mi intorpidisce la schiena e il pensiero dello studio intensivo che mi aspetta lì a quella scrivania non è proprio il buongiorno che avrei voluto.
Mi alzo a fatica e mi dirigo in cucina con la camminata di uno zombie in vacanza, mi preparo il mio solito caffé-latte rivitalizzante, apro il frigo per prendere la mia marmellata ai lamponi e vedo un piccolo sacchettino con la scritta: "Per Lola, un piccolo kit di sopravvivenza, enjoy".
Francis mi ha portato un dolcissimo kit per preparare la raclette che a me piace tantissimo... Non posso che ammettere che la mia giornata funklandese si è colorata di toni caldi non appena ho incontrato il pensiero che una cara persona mi aveva riservato...

Questa sera gusterò questa piccola gioia, qualcuno ne vuole un po'?

Lola :-)

venerdì 22 ottobre 2010

Giovedí sera: serata di cinema latinoamericano per Ela e Francis

Come ogni giovedí sera, Ela e Francis si recano al cinema latinoamericano. La loro motivazione diminuisce ogni volta di piú. Una volta giunte al cinema, prima che la lezione del loro sore preferito inizi, devono ovviamente soddisfare uno dei loro bisogni primari, quindi si recano al servizio. Il servizio è completamente vuoto, ma bastano due semplici creature per riempirlo "a dovere". Ela e Francis allora entrano in due bagni opposti. Francis ha qualche problema a soddisfare il suo bisogno, e grida ad Ela:

"La mia pipí esce storta!"

Ela esita un attimo a rispondere, ed ecco che le fuoriesce la sua "perla di saggezza":

"Devi mettere la freccia!"

 Potete immaginare la reazione di Francis, che scoppia a ridere e per tutta la sera non ha fatto altro che nascondersi dietro quello che trovava per ridere..

la voglia di studiare

BE SI! In questo momento solo altamente frustrata e ho deciso di condividere la mia frustrazione con voi! Sono un tesorino non è vero? Da qualche anno ormai mi perseguita questo quesito: Come è possibile che oggi (con la voglia attuale di studiare che ho) ci metto il doppio o addirittura il quadruplo a fare una cosa di un ipotetico domani (con la voglia di studiare che avrò domani)? E com'è possibile che una cosa che sto facendo oggi, che oggi mi fa anche abb. schifo fare, domani mi entusiasmi moltissimo???? La mia frustratezza si sta riflettendo nella mia scrittura incomprensibile! Sono seduta qui da un 5 orette pause escluse.. eppure non ho combinato quasi un "CIPDIRIP"! Eh si! eppure non ho nemmeno cazzeggiato troppo, ho tenuto Francisco (il mio portatile) a debita distanza, in modo che la scomodità nell'uso mi impedisse di usarlo (invece mi ritrovo con il mal di schiena, very clever!). C'è però un'altra interpretazione: la mia mancata capacità di stimare il tempo necessario allo svolgimento di una cosa che mi sono prefissata.... se penso che mi bastano 2 h, in realtà me ne servono 4,5! Si forse dovrei tenere più conto di questo fattore...mh si! Oh che bello! Allora forse è irroneo dire che non ho fatto un "CIPDIRIP", forse solamente non sono riuscita a stimare bene il tempo necessario per fare quello che vorrei fare! :D LIBERATORIO (circa, o perlomeno cerchiamo di essere positivi!). Torno al lavoro... un po' più carica! Grazie dello sfooogo:P

uno smuatzolino Tif ;)

giovedì 21 ottobre 2010

Moscerini morti e scarpe misteriose

7.00 Mi alzo, notte turbolenta, occhiaie viola e faccia gonfia. Preparo la moca e aspetto... nel caffé mi ci è finito un moscerino... galleggia morto nel mio caffé-macchiato. Butto via tutto e mi rifaccio il mio caffé-latte-senza-moscerino. Eccolo il mio momento, l'attimo in cui mi sveglio e capisco di essere un'essere vivente, donna, studente, Lola...assaporo...

"Ciao Lò!" Francis interrompe l'attimo.
"Ciao Frenz..."
"T'ho svegliato?"
"No, no" La guardo... (E qui devo fare una precisazione. Francis ha 3 fisse negli ultimi giorni: i capelli puliti, le scarpe che misteriosamente ha comprato troppo grandi ma le vanno benissimo e la lezione con la professoressa Maria Carmen)
... La guardo e scoppio a ridere di gusto!!

"Frenz ma ti sei rilavata i capelli stamattina per la trecentonovattottesima volta questa settimana!"
..."Sì e sembro un clown con queste scarpe giganti! Guardami! Arrivano prima le scarpe e poi io!
"Ma no Frenz, ti stai facendo un problema troppo grande..."
"Vabbeh vado"
"Ah Frenz, fai attenzione a non inciampare!"
Bumpetescrascicopum!

... Ops, manco lo avessi detto!

Lola :-)

mercoledì 20 ottobre 2010

Violenza accademica

Qui all'università di Funklandia vi si pratica un ingiusto e crudele metodo didattico: la "Presentazione". Nella lingua dei funklandesi è più comunemente chiamato "Referat", "Vortrag" o "Präsentation"... ecco che la versione italiana appare molto più rassicurante. Oltre agli esami e le ricerche scritte da consegnare, la presentazione è molto diffusa in queste terre svizzere. Gli studenti  devono quindi prendere in mano una lezione e gestirla seguendo il materiale messo a disposizione dal professore. Noi, studenti ticinesi, faremmo mille esami e scriveremmo recensioni, tesi, libri interi pur di non doverci sottomettere al supplizio del Vortratg in TEDESCO!
Vi sono diverse tipologie di studenti, i quali sotto tortura reagiscono in modi ben distinti, eccovene 3, le più terribili:

1. L'apnea-studente: Il povero apnea-studente, a causa dell'agitazione per le miriadi di occhi fissati su di lui, dimentica sbadatamente di respirare. L'apnea-studente inizia a parlare con voce normale e comprensibile per poi arrivare a fine frase con un filo filo di vocina. Allora i suoi polmoni si ribellano offesi e si muovono in un'apertura toracica che produce un super risucchio d'aria tremendamente rumoroso. Il tutto continua fino allo svenimento dell'apnea-studente.

2. Lo studente a chiazze: Questa forma di reazione è la più ambigua nonché la più subdola. Lo studente inizia il suo "Vortrag" mostrando innata sicurezza, ma presto verrà smascherato. Dopo circa 7 minuti dall'inizio della sua presentazione delle chiazze comincieranno a fargli tutto il collo a pois rossi. Come un morbo letale affioreranno ai lati del viso, diventeranno sempre più grandi e più grandi finché il povero studente a pois diventerà di un solo colore: rosso sangue!

3. Lo studente bradipo: Sonno, solo sonno! Il bradipo-studente è soporifero! È lento, lento, lento... tu cerchi di ascoltarlo ma le sue parole si trasformano in un perpetuo blablabla. Tu cerchi di tenere la testa ferma sulle spalle ma quella si mette ad altalenare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro e poi buio totale...


Qui, ora, in questo momento, io, Lola, voglio azionare una campagna di protesta contro questa vile forma di violenza accademica! Chi è con me?

Lola :-)

martedì 19 ottobre 2010

Pasta al forno o aperitivo?

Apro il frigo, vorrei incominciare a preparare la cena. Ho fame. Sono le cinque e mezza. Accipicchia sono diventata davvero un po’ svizzera tedesca, ma poi ricordo… questa sera prepariamo la torta alle verdure che ci mette un pochino, per cui “almeno” mangeremo alle sei e mezza invece delle sei. Vabbè, noi studenti, in fondo, si sa, mangiamo tanto. Ne abbiamo bisogno.
            Comunque, apro il frigo e cerco tutti gli ingredienti e tra confezioni m-buget scopro tutto quello che mi serve, ma giusto mentre sto tirando una culata (scusate il francesismo) per chiudere il frigorifero scopro nella portiera un vasetto di olive… olive nel vasetto? chi compera olive nel vasetto? di solito abbiamo quelle in bustina, “economiche”.
Infatti si tratta di Olive Fine Food,… mica pizza e fichi…
poi ricordo,
giusto! me le ha portate una persona con cui ho fatto un aperitivo. Un aperitivo? io non faccio mai aperitivi, anzi noi non facciamo mai aperitivi, almeno non con Olive Fine Food. Se facciamo un aperitivo mangiamo il resto di pizza che ci è avanzato due giorni prima perché stiamo morendo di fame…
            Dunque dunque, mi viene proprio da pensare che ci identifichiamo anche con il cibo. In fondo è vero che mangiamo poca carne e tanta, ma proprio tanta pasta. Sappiamo tantissime ricette con la pasta, almeno quante ne sapeva l’amico di Forrest Gump con i gamberi. Pasta al pomodoro, pasta al pesto, pasta con i resti, pasta alle zucchine e gamberi (J), pasta al forno… Infatti, mentre io, molto sofisticata, stavo mangiando Olive Fine Food per l’aperitivo, le mie due coinquiline hanno fatto la pasta al forno. Pasta al forno per dieci persone, di cui ¾ hanno mangiato loro.
            Intanto ho finito di fare la mia torta di verdure… sono le sei e più o meno ci metterà mezz’ora a cuocere… bene, almeno mi è rimasto un rimasuglio di italianità. Sto per infornarla quando ad un tratto ecco che arriva Lola. Prende un’ Oliva Fine Food e ce la mette sopra, in mezzo: “è la nostra ciliegina sulla torta;)”.
Ela

Abbiate pietà

Tremo già, ma mi convinco che mi farà bene. M'impunto su di una preparazione mentale egopsicocentrica. Raccolgo quel briciolo di conoscienze che ho dalle riviste "vivi sana e bella". Le canalizzo su di un solo obiettivo. Ripeto fino alla paralisi dell'assetto mascellare i miei mantra sulla forza di volontà. Scaccio via dalla mente quei corpi pompati e sudanti. Mi dico che sarà bello, che sarà entusiasmante, che sarà una cosa da duri. E che io la farò, io parteciperò, io ci darò dentro, stringerò i denti griderò quando tutti grideranno! Sì sììì, Uhhhhh!!! Ahhhhh!! AHAHAHAHA!!!!

... mi sa che mi sono gasata un po' troppo... cosa dite? In fondo devo solo andare ad una lezione di Body Combat mica sul set di un film con Bruce Lee... anche se forse a casa tornerò morta esattamente come se Bruce mi si fosse scagliato contro... Abbiate pietà vi prego!

Lola :-)

lunedì 18 ottobre 2010

Alla Coop

Mi appresto a fare la spesa tutta imbacuccata di sciarpa e cappello, con borsa in spalla e valigia da trainare. Entro nella Coop e m'impossesso di un cestino per raccogliere tutte le nostre buone provviste e così sembro la bella copia di uno sfollato. Corro tra le file del supermercato con fare goffo e poco elegante, intanto penso ad alta voce: carne rossa per Francis, Yoghurt per me e Ela... ah i Kellogs, il succo.... ok, ok ci sono... cavolo la valigia me la sono dimenticata nell'altro scompartimento!! Torno indietro riacchiappo i bagagli e via alla cassa!
La cassiera mi aspetta, una donna sovrappeso, con al collo un crocifisso dorato e le mani tutte ingellate e glitterate di manicure fresca.
"Grüezi" mi saluta.
"Grüeziiiiiiii" ricambio con la giusta cadenza dalla i lunga.
Con una lentezza da bradipo fa fare BIP a tutti i miei prodotti e mi chiede "Sammelt sie määääärkli?"

Ecco che se uno non lo sa si spaventa al suono di questi strani fonemi, ma altro non significa se non "Lei fa la raccolta dei punti?", ancora tremante e stordita per la cacofonia della frase rispondo di no.

"Händ sie wöllä as säckli haaaaaaaa?"

E qui io mi blocco sempre perplessa! "Händ sie wöllä as säckli ha" significa nel nostro bell'italiano: "Avrebbe voluto avere un sacchetto". Come avrei voluto avere? Mi scusi ma che senso ha avrei voluto avere? O lo vorrei o non lo vorrei, perché se lo avessi voluto avere prima me lo avrebbe voluto dare dopo, e se lo volessi e basta? senza avere voluto averlo in precedenza... mi segue... allora se io lo voglio senza averlo voluto prima se lo avessi voluto dico...
La cassiera glitterata mi guarda infastidita e scocciata... no diciamo che mi minaccia, io torno alla vita reale e lascio perdere i cavilli linguistici mentali.
"Oh Entschuldugung, ja ein Sack Vielen Dank!"

...ma è possibile Lola che manco a fare la spesa sai andare!


Lola :-)

sabato 16 ottobre 2010

Il venerdì sera

"Sì ciao, Francis, ciao Ela... Sì Tiff arriva sabato forse... Buon week end!"
"Ma perché non torni anche tu in Ticino? Che ci fai sola a Funklandia tutto il fine settimana?"
"Devo studiaaaaaare!" Cerco di convincermi anche io... Ma la serata prende questa forma:

18.30 navighicchio annoiata in Internet
19.30 mangio gli avanzi e mi piazzo davanti ad un film
20.15. continuo a guardare il film e a mangiare, "Lola fermati" mi ripeto e invece no continuo a mangiucchiare...
21.30 torno in cucina e realizzo lo scempio... domani ti pulirò a fondo sporca traditrice!
22.04.... oh cavolo.... ma.... cosa sono questi rumori al piano di sopra?? Più che rumori sembrano grida... Oh mamma! Ma guarda te che mi tocca sentire! Beh le possibilità sono 2 o hanno una palestra incorporata al piano di sopra e si stanno allenando ad un combattimento di body combat o...
22.30 continuo a navigare.
23.30 Beh dopo una serata così estenuante e piena di emozioni sarà il caso di riposarmi... Mi infilo sotto le coperte. Do la buona notte a chi di dovere e spengo la luce.
3.34 Sto per fare un incubo ma riesco a svegliarmi...
5.00 Ho fatto un incubo e mi sono svegliata, morti, lucertole coccodrillesche impiantate nella carne e mondi paralleli...
8.24 Sveglia, realizzo la serata di ieri, la notte passata, penso alle mozzarelline della puglia portate dai miei e non posso che esordire con un "Ma perché non sono tornata in Ticino!!"

Lola :-)

Il viaggio in treno: Funklandia --> Ticino

Esistono ancora le differenze fra classi sociali? Forse sí. Come ben sapete, cari lettori, l’abbonamento generale è un privilegio di pochi. La plebe si deve accontentare del sudatissimo binario 7. E sottolineo “sudatissimo”, eh si, perché prendere il treno il venerdí sera dopo le sette (Funklandia direzione Ticino) significa fare a gara per aggiudicarsi il posto. Quando il treno ancora non è giunto in stazione, i guerrieri ticinesi già si ritrovano schierati sulla linea di attenti, tutti a pregare che la porta del vagone si fermi davanti a loro. Una volta scesi i passeggeri, c’è “l’attacco alla porta”, ció vuol dire che quattro persone si ritrovano a spintonarsi per farsi spazio, “ma ancora non l’avete capito che in quattro in una porta non ci si passa?!” Beh, chi sa farsi valere il posto per sé e i suoi amici lo trova.
Nel corso degli anni devo dire che c’e stata una gradevole evoluzione da parte delle Ferrovie Federali Svizzere. Il primo e il secondo anno, la gara era veramente ardua. Un posto a sedere, dico un singolo posto, lo trovavi una volta sí e una volta no. E quando ti andava male, ti trovavi a stare in piedi nel mezzo di due vagoni, e dato che era venerdí sera ed eri esausto da una settimana di studio, stringevi i denti e ti sedevi per terra sulla soglia della porta, dove tutti strusciano i propri piedi, le proprie valigie, fanno sedere i propri cani, dove l’aroma del WC ti arriva proprio “fresco di fabbrica”. Beh, a quei tempi “viaggiare in treno” era una prova di forza, fisica e psicologica. Che si viaggiava come cani è fare un complimento. Oltretutto, nonostante ogni spazio del treno fosse occupato dai suo passeggeri, il carrellino-rompi-scatole doveva portare a termine il suo lavoro, e lí era un bel casino. Le persone sedute a terra in qualche modo dovevano spostarsi, ma non chiedetemi come facevano, posso solo credere che avessero una capacità innata nel rendersi immateriali per un istante. Comunque, se ne vedevano di tutti i colori: uomo-porta-carrellino-rompi-scatole che ti inveiva contro di spostarti, persone con problemi di stomaco che rischiavano di farti una doccia maleodorante, astinenti che facevano tappa al WC per fumarsi la loro cannettina, etc. etc. etc.
Ora, la situazione sembra migliorata. Le  FFS finalmente hanno capito che forse è meglio aggiungere qualche vagone in piú, in modo che le persone “che pagano” possano avere un posto a sedere e possano sentirsi persone, non animali. Il carrellino-rompi-scatole ha capito perché si chiama cosí e quindi si è licenziato, ed io, anche se sono abbastanza soddisfatta del miglioramento che c’è stato in questi anni, continuo a ripetermi che sono stufa di prendere il treno delle sette al venerdí sera, but no other solution is offered to me!! “Te tocca e te tocca!!”
BUON WEEKEND A TUTTI!! Francis

venerdì 15 ottobre 2010

misura di tempo: 20 minuti

Se c’è una cosa bella del dover andare a scuola per le otto è che si trova la propria personale coppia di “20 minuti” fresca di stampa, dico che nessuno l’ha ancora letta prima di te perché l’hai trovata nel cassonetto blu e non su una panchina tutto stropicciato. Le pagine sono ancora incollate insieme, e con i guanti, oramai già molto utili di questi tempi, non si riesce a girare le pagine.
 È grazie a questo simil-serio-gratuito-mitico giornalino che il tempo viene scandito, soprattutto quel tempo che si passa nei mezzi pubblici. I posti migliori, anche sui treni, non sono quelli da soli, dove non c’è nessuno che ha un odore fastidioso addosso che ti si può sedere accanto, e nemmeno quei posti che vanno nella direzione giusta… i migliori posti che non bisogna assolutamente farsi scappare sono quelli dove qualcuno ha lasciato il suo 20 minuti.
Dicono che appunto ci si mette 20 minuti a leggerlo… per mia disgrazia il tragitto casa-scuola ne dura solo 15… che fare dunque? Lascio il mio 20 minuti fresco come un croissant sul sedile per privilegiare colui che prenderà il mio posto, oppure me lo infilo in borsa? Decido di lasciarlo lì (è vero ho fatto un po’ apposta per vedere cosa succedeva). Mi alzo e mi dirigo verso la porta del tram, mi preparo a scendere. Ed ecco che, gettando uno sguardo dietro le spalle, vedo la signora che stava seduta di fronte a me cambiare posto, il suo sguardo pieno di gratitudine guarda il 20 minuti “solo” di seconda mano… i prossimi 20 minuti sono tutti suoi. … oggi ho fatto la mia buona azione e non ci ho messo nemmeno 20 minuti…J Ela

Film muti

Francis ed Ela si ritrovano catapultate in una lezione di inglese con tema "Film sul Sudamerica":

"Lola a casa ha preparato la pizza... ma che ci facciamo qua?" chiede Ela. "E che ne saccio io!" Frencis risponde con qualche sua reminiscenza calabrese. "Senti, ma qui chi ce la fa più, prima due ore di lezione ora due ore al cinema a vedere un film muto, e dico muto! Non c'è nemmeno quel cavolo di carillon di sottofondo, niente di niente!" Ela continua a sfogarsi. "È un film d'autore sai?" Francis scimmiotta un upper class.

Rassegnate continuano a fare da spettatrici a quel film senza suono... "Il film d'autore" allora comincia a proporre una carrellata di immagini mute senza senso, per poi fermarsi staticamente su una sola scena dove non si muove nulla. 1, 2, 3, 4, 5....10,11,12,13,....20, 21,22, 23, 24, 25.... 30 secondi di immagine mobile, silenzio tombale naturalmente...

Francis sussurra nell'orecchio di Ela "Shhh, stai zitta che non sento cosa dicono i protagonisti!"
Ela scoppia in una risata incontrollata e riempie la sala muta di rumore e attira così gli sguardi infastiditi dei presenti...

giovedì 14 ottobre 2010

Funklandia: kit di sopravvivenza

Eccovi alcune indicazioni per la sopravvivenza in Funklandia adatte a ticinesi, turchi, italiani, slovacchi, inglesi, libanesi, hobbittiani, ciclopedi, canguri e chi più ne ha più ne metta.

1. Quando saluti dì sempre Grüezi, con accento cadente e intonazione altalenante, sarà la parolina magica per conquistare i cuori dei Funklandesi.
2. Ama i mezzi di trasporto, più in particolare i Tram come te stesso, ti salveranno la vita.
3. Quando stai per sederti da qualche parte, in treno o all'università, sappi che quel posto è sempre potenzialmente di qualcun'altro e che se non ci piazzi subito il tuo lato B, beh qualcuno lo farà al posto tuo. MA, non farlo con foga o fretta... annusa l'aria, controlla la direzione del vento, avvicinati con camminata lenta ma decisa e poi chiedi alla persona seduta lì vicino se il posto è libero. Lo dovrai chiedere però non in italiano, non in tedesco ma in svizzero tedesco quindi impara a memoria questo mogugno di sillabe: "Isch da no frei?".
4. Impara a sorridere ai passanti, non ci stanno provando è pura cortesia. Il segnale dei mortoni è quando gli occhi gli escono fuori dalle orbite... non vi preoccupate è un fenomeno inconfondibile.
5. Ai semafori passa sempre col verde e sulle strisce, le macchine si fermeranno subito per farti passare ma si spazientiranno con tanto di suonata di clakson se la tua camminata esigerà più del valore medio di attraversata dei pedoni funklandesi. Muoviti!
6. Sappi che i funklandesi hanno inscritto nel materiale genetico quando pioverà almeno quanto noi abbiamo stampate nel DNA le canzoni di Lucio Battisti. Loro sanno che pioverà, tu no! Allora ripeti con me questo mantra fino a 543 volte: "L'ombrello è mio amico, l'omrello è mio amico, l'ombrello è mio amico, l'ombrello è mio amico, l'ombrello è mio amico, l'ombrello è mio amico, l'ombrello è mio amico, l'ombrello è mio amico,...."

Nuova inquilina di FUNKFUNK

Ebbene è ora che anche io faccia il mio primo post! È da un anno ormai che mi sono trasferita a Funklandia. Prima sono stata alcuni mesi da mio Zio a Funkdorf (sistemazione provvisoria)… aspettando trepidamente che si liberasse l’ultima stanzetta a FUNKFUNK per finalmente ricongiungere il quartetto (che in realtà sarebbe un quintetto, ma dell’elemento mancante parleremo un’altra volta). Purtroppo mi sono persa moolte mooolte,troooppe tappe a FUNKFUNK (fatta eccezione per la “presa a martellate del vetroceramica” :D)! Per la questione di SANDOKAN devo dare ragione a Ela, è un grand’uomo SÜSSS! Beh insomma per farla breve.. sono molto felice di essere a FUNKFUNK! Mi hanno accolto alla grande! Devo ammettere che a volte ho avuto dei seri dubbi sulla sanità mentale delle 3 “vecchie inquiline”, penso che il nostro appartamento emetta delle strane radiazioni mutificanti capaci di alterare il patrimonio genetico umano verso quell bradiposo-canguroso-scimmiesco(non vi nascondo la mia crescente paura di essere contagiata)! Eh si… sono molte le stranezze delle nostre eroine…! Concludo il mio Post con una bella novella! Franciso (il mio adorato nuovissimo computerino) STOP risorto STOP caffè STOP prosciugato STOP (la tastiera non puzza più di coffe! Olé)
Uno schmuuuatzelino
Tiff ;)

mercoledì 13 ottobre 2010

Funklandia e il tedesco (o funkaco)?

Il tedesco?? Bella domanda!!
Dopo quattro anni vissuti in Funklandia, Francis è rimasta al livello liceale. Avere una lezione in tedesco per lei significa capirci un H, o forse un pó piú di un H, facciamo due H. E presentarsi alla prima lezione di un corso in tedesco, che cosa significa per Francis??Fare una grandissima figura di C, ovviamente, ma tante C. "Ich bin Francis und ich spreche Italienisch, Spanisch, Englisch und….Deutsch (soliloquio di Francis: “eh si, perché se faccio questa lezione devo pur dire che parlo tedesco, sennó che figura faccio?!")”. La faccia di Francis è diventata come un pomodoro, viola, non rossa; le sue mani tremavano e sudavano ghiaccioli. Sapeva di aver fatto una figuraccia e di aver parlato come una bambina di quattro anni, con una pronuncia che neanche un ubriaco riuscirebbe a imitare! Il sore la guarda con una faccia come per dire: “Ma che stai dicendo??Non si capisce niente!” e le pone una domanda alquanto inutile: “Deine Muttersprache ist Spanisch?” e Francis: “Nein, Italienisch (ma dovevi proprio mettere i puntini sulle i?!).” Avrei anche potuto rispondere "Ja, Spanisch ist meine Muttersprache", tanto non cambiava niente, anzi, magari non avrei fatto perdere la faccia alle altre ticinesi presenti in quell’aula, in quei cinque minuti d’inferno!

Francis

La rivincita di Sandokan

Wow, il mio primo post sul blog… sono emozionatissimaJ
Insomma, è proprio vero che sono un pochino puntigliosa, però per quanto riguarda il Signor Sandokan io avrei qualche cosa da dire. È pur vero che il suo aspetto incute un attimino di timore e che odio profondamente come pronuncia il mio nome in modo sbagliato, mettendo l’accento su una consonante (?!), ma ammettiamo che appena si mette a parlare rimaniamo sempre folgorate dalla sua tenerezza. È anche vero che non ce ne frega niente di tutto quello che succede nel palazzo… insomma se i giapponesi del secondo piano se ne vanno l’anno prossimo saranno pure affari loro; però se non ci fosse il Signor Sandokan la giungla funklandiana sarebbe sicuramente un posto più pericoloso. Chi, se non Sandokan, ci porterebbe il fornellino elettrico quando si rompe il vetroceramica a martellate (spiegazioni seguiranno) in un sabato freddo e nevoso? A chi potremmo telefonare alla sera alle otto se non a Sandokan quando ad un tratto troviamo chiavi delle camere in più e pensiamo che ci sia un fantasma che ha libero accesso al nostro appartamento? E ancora, chi, se non sempre lui, ravviverebbe i sogni di Francis;)? Dunque, lasciatemi stare Sandokan che è un valoroso cavaliere anche senza sciabola… Ela

Sandokan

"Grüezi, Guten Tag!"
Ci saluta un uomo dalla carnagione olivastra e le mani ruvide, gli occhi enigmatici ed un sorriso che stupisce perché privo di un dente d'oro, elemento che sembra essere l'unico tratto mancante ad un miscuglio tra boss di cosa nostra e la figura invecchiata di Sandokan.

Bisbiglio a Ela "Ma non dovevamo incontrare l'amministratore dell'appartamento per la consegna delle chiavi?" e lei ancora più silenziosamente e con quel sorriso enigmatico " È-L-U-I".... "Ah..."

Ed eccoci, con i rispettivi genitori alle spalle, alle prese con i sforzi e balbettii in tedesco: "Ich bin Lola", "Und ich Ela"....

"Ahaaaaa, lieto di fare vostra conoscenza! Qualsiasi cosa voi avete bisogno, chiedere me senza problema!"

Bisbiglio a Ela "Ela ma parla tedesco quanto noi... forse solo un attimo meglio..." E lei con sempre quella smorfia a forma di sorriso "Sì è vero, è straniero..." e mi guarda come per dire ora stai zitta!

Il nostro Sandokan allora si muove elegantemente con gesti enfatizzati e teatrali come se ci stesse mostrando un prodotto imperdibile, solo che noi già lo abbiamo visto e già lo abbiamo preso. "Ja hier die Küche", "Hier wunderschöhn!", "Aha das ist perfekt!"

Bisbiglio a Ela "Mancano solo le piroette..." E lei non parla... anzi con la sola forza dello sguardo mi minaccia se non faccio voto al perpetuo silenzio...

Ci saluta, si congratula, ci mostra il dente d'ora che non ha e si scusa perché la sciabola l'ha dimenticata a casa.

Noi con le chiavi in mano immobili ci sentiamo veramente all'inizio di un'avventura... forse in una giungla con tigri e pantere?

martedì 12 ottobre 2010

Le origini e "l'emigrazione"

Patria natale delle funkfunk 16 è il Cantone Ticino, la regione più a sud della Svizzera chiamata anche “la stanza del sole”. E certo è che la definizione calza a pennello se confrontiamo il Ticino alla nostra Funklandia: terra di costante nebbia, pioggia e grigiori vari.
Si sono conosciute al liceo le nostre 4 coinquiline tra una lezione d’italiano e le pause pranzo condite da focacce prosciutto e mozzarella.
La prima cosa che ha pensato Lola quando ha conosciuto Francis è stata: ma perché ride continuamente??
La prima cosa che ha pensato Ela quando ha conosciuto Lola è stata: che bei capelli boccolosi.
La prima cosa che ha pensato Tiff quando ha conosciuto Francis è stata: uhhh timidissima (poi si è ricreduta fortemente).
La prima cosa che ha pensato Francis quando ha visto Ela è stata: che secchiona questa!

Sono state attratte come calamite l’una dall’altra e senza accorgersene hanno formato un piccolo nucleo che ha retto anche il radicale cambiamento o sarebbe meglio chiamarla “l’emigrazione” in Funklandia. Con armi e bagagli si sono messe alla ricerca di un appartamento in questa terra di succo alla mela e idiomi zompanti. Hanno incontrato stanze spoglie, moquette medievali, modeste piantagioni di canapa, macchie sospette, lampadari appartenenti alla regina vittoria e carte da parati fantasiose. Beh non hanno potuto fare altro che acconsentire a questo sposalizio di caratteristiche ed entrare nella nuova casa delle funkfunk16.

P.S. Ah la Marijuana è sparita non preoccupatevi, ma il lampadario della regina vittoria a nostro malincuore no.