lunedì 7 febbraio 2011

Non c'è phoblema - Maestho4

Entro in macchina, dopo il suo gentile invito ad accomodarmi. Da un'ora mastico una gomma americana in modo meccanico, ritmato, disciplinato direi. Le mani sudate continuano a muoversi dalle tasche della giacca in quelle dei pantaloni e viceversa. Gli occhi vigili, anzi iperattivi inquadrano con precisione l'arco visivo spostandosi su, giù, a destra e a sinistra.

No, la cocaina non centra. Sto andando a fare il mio esame di guida pratico. Per la precisione, il mio secondo esame pratico. Lui invece, il ghande Maestho, appena si siede sul sedile accanto al mio, scoppia in una risata portando indietro la testa per lasciare esplodere ancora meglio quei singhiozzi divertiti.
"Lola, ma sei phophio phophio phophio nehvosa!" Che acuta osservazione, non lo facevo così perspicace, penso sarcastica.
"Sì sono un po' agitata, spero proprio di farcela."
Lui allora, che non è mai stato un grande sostenitore, comincia a darmi insoliti incoraggiamenti: "Non c'è phoblèma Lola, non c'è phoblema! Sei sicuha, sai gestihe la macchina, quindi non c'è phoblema. Hicohda i punti base..." Mmmh fammi indovinare intende forse l'osservazione, il punto di contatto ed il centro del mio spazio, continuo ad essere sarcastica nel mio intimo.
"L'ossehvazione, numeho uno. Il contatto tha motohe e fhizione, numeho due. E il centho del tuo spazio, numeho the. Hai bisogno che te li hispieghi?".
"No, no, hicohdo ops ricordo benissimo".

Guido fino al posto d'esame, insieme a me arrivano altri ragazzi. In qualche modo ci assomigliamo tutti, tutti sembriamo dei fili elettrici pronti a fare scintille.
Prima di scendere dalla macchina, il Maestho si fa serio: "Alloha Lola, non c'è phoblema" se dice un'altra volta che non c'è problema mi faccio venire una crisi di nervi così sì che ci sarà il problema!
"Calma e guida senza phoblemi" mmmh crisi nevrotica in arrivo.
"Oha seguimi" Dove? Dove devo seguirlo? Mi accompagna nel covo degl'esaminatori, una specie di prefabbricato che consiste in un piccolo atrio, un bagno ed un ufficio dal contenuto oscuro. Aspettiamo fuori da quell'ufficio, aspettiamo il mio esaminatore. Mi sento nella tana del lupo, nel cuore della foresta, nella caverna del mostro.

L'esaminatore è in ritardo, così almeno ci dicono. Che faccia avrà il mio giudice? La risposta mi si presenta subito davanti. Un ometto piccolo sulla sessantina piena piena, il riporto in testa, i pochi capelli unti e lucenti, i baffi folti che sembrano farsi beffa dei capelli assenti. Poi un dettaglio, un mostruoso dettaglio. Gli occhiali grandi, due lenti fossili ereditate direttamente dagli anni 60. Sono sporchi, ricoperti di sporcizia sugli angoli, all'altezza delle viti. Forse rimasugli di scotch, ora ammuffiti. Guardo quel quadro di uomo di fronte a me e comincio a ripetere ossessivamente nella mia mente: "Non c'è phoblema, non c'è phoblema, non c'è phoblema!"

Sono terrorizzata da quell'ometto, tanto che avrei preferito il ciclope, il lupo o la strega di Hansel e Gretel! Ma il mio Maestho non si lascia sconvolgere. Gli porge la mano in maniera teatrale muovendola elegantemente verso di lui. E poi comincia a presentarmi, neanche fossi la regina d'Inghilterra. Gli racconta che sono una studentessa, che vivo a Funklandia, che sono piena di risorse e molto diligente. Esagera nel dipingermi, tanto da farmi sembrare Maria Teresa di Calcutta al volante. Il mio ghande Maestho riempie l'ometto di tante parole, se lo rigira, se lo lavora con professionalità. Conclude solo quando l'esaminatore gli fa capire che non ne può più. "Beh alloha buona fohtuna, segui puhe l'esaminatohe in macchina".
L'ometto mi precede, io mi giro a guardare il Maestho, lo vedo pronunciare in labbiale "Non c'è phoblema" concludendo con un occhiolino.

L'esaminatore mi porta in giro senza fiatare. Serio e sporco mi da le indicanzioni necessarie. Ha un accento ticinese forte, tipico delle valli. Mi porta per strade strette, autostrade, mi fa posteggiare, indietreggiare e poi mi riporta indietro dopo 45 minuti. Mi fermo e aspetto la sentenza di quell'ometto. Lui sbuffa e comincia con un esitante "Ehhhhhh", poi "Ehhhh boooom", e dopo sbuffa ancora.
"Signorina," mi dice "un zicchinin mei nééé!" Avrei dovuto guidare un attimino meglio, temo il peggio. Mi ridà il mio patentino sul quale leggo lentamente: "Promossa".

Il ghande Maestho mi aspetta fuori dalla macchina, mi riempie nuovamente di occhiolini mentre parla con l'esaminatore. Poi mi viene incontro:

"Bhava, bhava! te l'avevo detto che non c'eha phoblema!"


Lola :-)
Eccovi l'ultimo post sul bizzarro, odioso e allo stesso tempo incredibilmente affascinante Maestho.

6 commenti:

  1. Grande Lola!! Beh forse un po' di merito va anche alla canzoncina che ho scritto per te, ricordi?

    "Corre corre Lola (lola)..."

    :D bravissima!

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  2. @le mie memorie: Avresti dovuto vedermi dopo l'esame con tutta la tensione che se ne era andata sembravo in un sogno idilliaco!

    @Pensieri e Delizie: Ma io sono convinta, cara Fre, che la tua canzone abbia giocato un ruolo "ba-si-la-he"!

    Baci, Lola

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  3. Auguri Lola :D

    Addio caho, maestho! =(


    Ale

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  4. Questo post mi era sfuggito, visto che l'hai scritto quando ero via ho avuto modo solo ora di recuperarlo. Yuppi ce l'hai fatta!!!!!!! bravisisma LOLA!!! Merito anche del mitico maestro...wophs, volevo dire maestho.
    ;)
    Mi mancheranno le sue perle di saggezza....

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