Uno dei tanti dilemmi che mi affligge negli ultimi tempi riguarda le caratteristiche comportamentali dell'essere umano e il loro funzionamento. In particolare mi interrogo su di una precisa reazione umana, ovvero la risata, il riso, quel momento di giovialità che ti porta a emettere suoni dalla bocca. Perché?
Perché le Funkfunk hanno un vicino di casa molesto, un VM, che ad una certa ora della sera scoppia in risate isteriche tanto da avere bisogno di una bombola d'ossigeno subito dopo. Ma perché VM ride così? Quali leggi, naturali o culturali lo portano ad assordare tutta la funkcasa?!
"Ela mi hai sentito ieri sera?"
"Ah sì, hai gridato qualcosa al VM, giusto? Ero in dormiveglia e non ricordo."
"Sì ho gridato. Ero al telefono con O'Tactac e il VM continuava a ridere impazzito... Sono mesi che va avanti così e ad un tratto non ci ho visto, mi sono riempita i polmoni di aria e ho gridato. Ho gridato capisci?!"
"Ehm sì e cosa hai gridato?"
"Ho gridato "Ruhe, Still!""
"Mmh con la tua vocina da Cristina d'Avena doveva sembrare minaccioso..."
"Mi sono sentita in colpa... Era meglio scrivere un bigliettino, ma tu e Francis me l'avete bocciato."
"Scrivere un bigliettino è da svizzeri tedeschi funklandesi, non si fa dai."
"Bé gridare in quel modo è da pugliese incallita..."
"Mmh... ma è quello che sei, no?"
"Ma guarda te! Ela, l'incarnazione terrena della sinistra moderata, mi definisce terrona?"
"Non ho mai detto quella parola, comunque è quello che siamo..."
"Quella parola è T-E-R-R-O-N-A, si può pronunciare sai? Non fa male."
"E allora sì sei una terrona-pugliese-nazionalista, e sai perché?"
"Sentiamo..."
"Perché tu ripugni i panzerotti calabresi! Sì, ecco perché. Per te esistono solo i panzerotti pugliesi!"
In quel momento ho capito. La frase di Ela sulla nazionalità del panzerotto ha aperto uno spiraglio ed una risposta si è presentata dall'alto. Non c'è nessuna legge naturale o culturale che spinge il VM a fracassarci i nervi con le sue risa. Non è la genetica o la nostra cultura che ci spinge ad essere degli idioti, siamo noi! Lo scegliamo indipendentemente...
"Senti, panzerotti pugliesi, calabresi, uzbechi o no, che sia da terrone, svizzerotte, da ragazze pom pom, da ghibellini, da unicorni o da amazzoni, noi qui dobbiamo fare qualcosa."
"Ok... vada per il bigliettino?"
"Vada per il bigliettino."
Lola :-)
3 studentesse ticinesi vivono a Funklandia, una bellissima ma bizzarra città della Svizzera tedesca. Hanno scelto le facoltà più disparate e, a volte prima di addormentarsi, si chiedono ancora perché non la fiorista o la parrucchiera? Non conoscono la lingua, non riescono a mangiare la purea di mele con la pasta e si ostinano ancora a dimenticare l’ombrello a casa quando fuori c’è il sole. Sì, perché, prima o poi, a Funklandia pioverà, sì che pioverà!
mercoledì 16 marzo 2011
lunedì 14 marzo 2011
Come si fa...
Come si fa a pubblicare un buffo dialogo sul nostro piccolo e sconosciuto blog, quando subito dopo si legge una pagina online d'informazione e...
Vedo una donna, doveva essere distinta ed elegante, prima. Ora le gambe sottili e nude, solo una giacca imbottita a coprirle il corpo. Quelle gambe così belle, che un tempo avrebbero donato attimi di paradiso a qualche passante, ora non reggono il peso del suo corpo. Piegate su sé stesse si abbracciano tra loro, si comprimono mosse da spasmi. L'espressione del volto, Dio mio, quel viso... È più disperato lui, che tutte le macerie, le auto giocattolo e quei corpi ammassati.
Ditemi voi come si fa... Io non ce la faccio.
Lola
Vedo una donna, doveva essere distinta ed elegante, prima. Ora le gambe sottili e nude, solo una giacca imbottita a coprirle il corpo. Quelle gambe così belle, che un tempo avrebbero donato attimi di paradiso a qualche passante, ora non reggono il peso del suo corpo. Piegate su sé stesse si abbracciano tra loro, si comprimono mosse da spasmi. L'espressione del volto, Dio mio, quel viso... È più disperato lui, che tutte le macerie, le auto giocattolo e quei corpi ammassati.
Ditemi voi come si fa... Io non ce la faccio.
Lola
mercoledì 9 marzo 2011
L'urgenza
Stavamo tutte appoggiate in posizioni impossobili addosso al tavolo della cucina. Il povero tavolo della cucina che per qualche capriccio ormonale di una Funkfunk è stato spostato dalla sua posizione usuale e attaccato completamente al muro. E lì, in quelle posizioni da ricerca meditativa dei punti chakra, Lola decide di svelare una sensazione intima e allo stesso tempo furiosa.
"Ragazze..." Comincia con un tono preoccupato, come se quello che stesse per condividere fosse fin troppo pesante da rimanere intrappolato tra i denti. E se non avrebbero capito?
"Ragazze, è da qualche giorno che mi sento strana. Sento tutto che si muove e io rimango ferma, statica. È una sensazione alla bocca dello stomaco, come se mi si stesse aggrovigliando tutto... Sento il mio corpo che cambia, il peso di tutto questo, capite? Lo sento da qui, dalla pancia. Non so come spiegarlo... Io sento un'urgenza."
Le Funkfunk rimangono in silenzio, fissano Lola dritto dritto in faccia e poi guardano la sua pancia che lei sta sringendo con le mani. Allora Francis le mette una mano sulla spalla e chiede come si farebbe pazientemente ad un folle: "Devi andare in bagno?"
"Ma no Francis, parlavo dell'urgenza del vivere, no?"
"Va beh sarà, sempre urgenza è..."
Lola :-)
"Ragazze..." Comincia con un tono preoccupato, come se quello che stesse per condividere fosse fin troppo pesante da rimanere intrappolato tra i denti. E se non avrebbero capito?
"Ragazze, è da qualche giorno che mi sento strana. Sento tutto che si muove e io rimango ferma, statica. È una sensazione alla bocca dello stomaco, come se mi si stesse aggrovigliando tutto... Sento il mio corpo che cambia, il peso di tutto questo, capite? Lo sento da qui, dalla pancia. Non so come spiegarlo... Io sento un'urgenza."
Le Funkfunk rimangono in silenzio, fissano Lola dritto dritto in faccia e poi guardano la sua pancia che lei sta sringendo con le mani. Allora Francis le mette una mano sulla spalla e chiede come si farebbe pazientemente ad un folle: "Devi andare in bagno?"
"Ma no Francis, parlavo dell'urgenza del vivere, no?"
"Va beh sarà, sempre urgenza è..."
Lola :-)
lunedì 7 marzo 2011
Il Ciclo della Vita
Il percorso delle Funkfunk sta per giungere al termine...
Nella nostra introduzione si diceva che spesso ci chiediamo ancora perché non abbiamo scelto di fare la fiorista o la parrucchiera, una via piú semplice che t’introduce subito nel campo lavorativo. La risposta è che noi, Funkfunk, abbiamo deciso di seguire i nostri sogni, forse piuttosto inconsci, e dimostrare alle persone che non credevano in noi, che anche Noi facciamo parte di quel gruppo di studenti in grado di affrontare una sfida come quella dell’università. Noi, Funkfunk, crediamo in noi stesse e in quello che facciamo. Questa è la filosofia che “ci ha” insegnato il corso di Body Combat. E questo credere nelle nostre capacità ci ha portate fino al nostro primo traguardo, che è il Bachelor.
Infatti, pochi mesi mancano alla nostra prima “laurea”. Cosa faremo dopo? Ancora non si sa. è probabile che qualcuna di noi cambi università e quindi vada via da Funklandia. Solo il pensiero che le Funkfunk si potrebbero dividere mi rattrista. Questi quattro anni di convivenza mi hanno permesso di conoscere a fondo le persone che siete e devo dire che siete veramente SPECIALI Funkfunk! Con voi ho imparato tante cose, per esempio:
- Non usare lo spray al pepe in luoghi chiusi (se non voglio morire soffocata)
- Dare l’acqua dei tortellini alle piante (per farle morire)
- Dare i nomi agli insetti morti, alle piante e agli strumenti musicali
- Credere nei fantasmi
- Mandare a fuoco il pane nel forno
- Fare il tiramisú con le uova poco fresche
- Credere che l’amore non ha età (vero Mr. Green?)
- Truccarmi (a 22 anni ancora non sapevo truccarmi e mia mamma è un’estetista :))
- Spaventare Ela con un semplice “Booooo”, come accade con i bambini
Mi avete dato veramente tanto e mi siete state sempre vicine nel momento del bisogno. Con voi ho riso fino a stare male e mi sono divertita da morire! Rifarei ogni singola cosa di questi quattro anni!!
Saró patetica, ma voglio ringraziarvi pubblicamente per questi quattro anni stupendi vissuti insieme e voglio dirvi che siete delle amiche UNICHE e SPECIALI!!! E per me, che di sorelle Dio non me ne ha volute dare, siete delle sorelle acquisite :D
VI VOGLIO BENE!
Francis
domenica 6 marzo 2011
VM, Il vicino molesto
Adesso basta, ora bisogna dirlo. Abbiamo atteso abbastanza. Speravamo fosse un inconveniente casuale. Uno sfogo. Una fissa momentanea. Un ululato improvviso ma ripetitivo. Qualcosa che insomma dopo un po' sparisce, si dilegua, si disintegra! Invece no. Francis e Tiff sono fortunate. Le loro camere sono abbastanza distanti da rimanere illese. Lola ed Ela invece sono giusto giusto a tiro. Ebbene ora basta. Dopo giorni di pazienza nonché settimane di interrogativi senza prese di posizione ora le funkfunk passano all'azione. Devono escogitare un piano per sbarazzarsi del vicino di casa molesto, il quale ha una risata agli ultrasuoni che attraversa le pareti del funkappartamento e ci fa rivoltare le viscere!
PIANO A: Suoniamo alla porta del vicino molesto (d'ora in poi, chiamato VM per evitare ripercussioni gravi nel caso in cui questo documento top secret fosse da lui scoperto) e gli chiediamo di non ridere così forte... Pessimo, meglio passare al piano B.
PIANO B: Ci raduniamo tutte in camera di Lola, quella più vicina al vicino molesto. Poi ci riempiamo i polmoni come mongolfiere e scoppiamo in una risata maleducata, una diabolica risata tutta di gola. E se non fosse in casa? Meglio passare al piano C.
PIANO C: Ci infiliamo una tutina nera attillata e siccome non ce l'abbiamo perché non siamo mica le Charlie's Angels, ci mettiamo le calzamaglie di lana grossa, e un altro paio in testa come passamonatagna. Così nella versione femminile di Aldo, Giovanni e Giacomo, equipaggiate di torcia, ci infiliamo nell'appartamento del VM e cerchiamo di scoprire la fonte di tanto divertimento. La distruggeremo!! No... non abbiamo abbastanza calzamaglie... Piano D?
PIANO D: Nel caso in cui i piani A, B e C non fossero stati fruttuosi, arrendersi. Siete delle checche. La dannazione di una risata malefica, a singhiozzi, rivoltante, insensata, ululata e strillata a più non posso vi perseguiterà per l'eternità, care e sciocche Funkfunk. VM ha vinto.
Le disperate Funkfunk, sull'orlo di una crisi di nervi.
P.S. Voi, cari lettori senza risate capaci di infliggere traumi irreversibili, avete qualche idea?
PIANO A: Suoniamo alla porta del vicino molesto (d'ora in poi, chiamato VM per evitare ripercussioni gravi nel caso in cui questo documento top secret fosse da lui scoperto) e gli chiediamo di non ridere così forte... Pessimo, meglio passare al piano B.
PIANO B: Ci raduniamo tutte in camera di Lola, quella più vicina al vicino molesto. Poi ci riempiamo i polmoni come mongolfiere e scoppiamo in una risata maleducata, una diabolica risata tutta di gola. E se non fosse in casa? Meglio passare al piano C.
PIANO C: Ci infiliamo una tutina nera attillata e siccome non ce l'abbiamo perché non siamo mica le Charlie's Angels, ci mettiamo le calzamaglie di lana grossa, e un altro paio in testa come passamonatagna. Così nella versione femminile di Aldo, Giovanni e Giacomo, equipaggiate di torcia, ci infiliamo nell'appartamento del VM e cerchiamo di scoprire la fonte di tanto divertimento. La distruggeremo!! No... non abbiamo abbastanza calzamaglie... Piano D?
PIANO D: Nel caso in cui i piani A, B e C non fossero stati fruttuosi, arrendersi. Siete delle checche. La dannazione di una risata malefica, a singhiozzi, rivoltante, insensata, ululata e strillata a più non posso vi perseguiterà per l'eternità, care e sciocche Funkfunk. VM ha vinto.
Le disperate Funkfunk, sull'orlo di una crisi di nervi.
P.S. Voi, cari lettori senza risate capaci di infliggere traumi irreversibili, avete qualche idea?
giovedì 3 marzo 2011
“Pausa” Pranzo
Al liceo si tornava a casa da una giornata intera a scuola, pausa pranzo compresa, e quando la mamma chiedeva “che cosa hai fatto di bello a scuola?”, si rispondeva ormai quasi automaticamente “la pausa”. All’università di Funklandia, non si può più nemmeno dire questo. No, perché la pausa pranzo è uno dei momenti cruciali per fare tutte le attività legate alla scuola che iniziano per ri-: ripetere, recuperare, rileggere; inoltre è il momento in cui si può osservare l’incredibile capacità di noi studenti di fare cinque cose (di media) alla volta.
Suona la campanella nell’edificio principale dell’università, studenti affamati si riversano fuori dalle aule e si catapultano in caffetteria per andare a prendersi un simil-panino ultra insipido. Poi riprendono a catapultarsi per andare ad appropriarsi di un posto qualunque per andare a ri-fare tutte le cose che non sono riusciti a fare prima. A mezzogiorno e mezza, quando le catapulte ormai sono cadute, la situazione è un po’ più calma:
Su ogni piano che si affaccia sull’immenso salone in stile neoclassico chiamato simbolicamente “il cortile della luce” (non sto scherzando, anche se sembra la pubblicità per una setta!!), ci sono appollaiati studenti. Appollaiati, aggrappati, penzolanti, tutto fa pensare a uno zoo piuttosto che all’università.
Io sono riuscita a sedermi in mezzo alle colonne greche che sostengono il cortile della luce, e ammiro, abbagliata, la gamba di un ragazzo che penzola giù, nel vuoto dei tre piani sottostanti. Il ragazzo è seduto sul parapetto e (ri)legge un libro, intanto telefona. Il panino insipido è appoggiato vicino a lui con una bottiglia d’acqua e davanti sta il suo più fedele amico, il computer, per guardare le email. Dunque, ricapitolando, il ragazzo sta leggend-telefonand-mangiand-bevend- e- controllando le email. Cinque alla volta. Non male, è nella media.
“che cosa hai fatto di bello oggi a scuola?” mi chiede Lola quando torno a casa.
“Sono andata al gabinetto”, rispondo io, perché ormai anche la mia pausa è stata come quella del ragazzo dalla gamba penzolante, ma MI RIFIUTO di pensare che ci sia davvero un psycho che studia anche al wc…
:D Ela
mercoledì 2 marzo 2011
We won't surrender!
"Ela, te lo dico già, non so se ce la farò a resistere fino alla fine..." Ci eravamo cacciate in un bel pasticcio, o piuttosto, io avevo cacciato tutte e due in un bel pasticcio. Stavamo per innoltrarci nel grande tempio del fitness, pieno di corpi caldi e attrezzi meccanici pronti a tritarli, stavamo per entrare nell'immensa palestra funklandese. Avrei dovuto gridare mea culpa, buttarmi in ginocchio e strapparmi le vesti in segno di pentimento, ma non l'ho fatto. Siamo entrate in uno spogliatoio stracolmo di ragazze di ogni tipo e misura. Con le nostre scarpe da ginnastica, tanto nuove da tradire il nostro atteggiamento un po' goffo da super fit girls, siamo entrate nella sala predisposta per il corso di BODY COMBAT. Ebbene sì, Ela e Lola avrebbero combattuto, o almeno finto di combattere, per 55 min., per 55 interminabili minuti!
"Hallo zusammen! Seit ihr bereit für den Kampf?! Are you ready to fight!"
"Yeahhhhhh!" I nostri compagni rispondono all'insegnante-guerriera con un urlo sgolato pieno di rabbia. Vicino a me due ragazzi tatuati a chiazze dalla testa ai piedi. Guardo Ela e mi scuso con lo sguardo. Appena in tempo, perché in un attimo parte una musica dance dai bassi potenti. Come di risposta ad un comando militare, tutti guardano lo specchio di fronte e fingono di combattere col nemico. Le due Funkfunk, cercano di stare dietro a quei movimenti impazziti, calci, salti, pugni, ginocchiate e gomitate.
Ma il peggio doveva ancora venire... La musica di Brave Heart invade la sala...
"Voi siete dei combattenti coraggiosi! Voglio sentirvi!"
"Uhh! Ahh!"
Guardo Ela e me la immagino vestita di pelli con i capelli sporchi di fango, proprio come Mel Gibson nel film. Orribile pensiero...
"Coltivate il vostro cuore, combattenti!!"
"Uhh! Ahh!!"
L'insegnante-guerriera rotola i polsi l'uno intorno all'altro e disegna un arco immaginario... "Tirate! Sfrecciate le vostre freccie, cuori impavidi!"
"Uhh! Ahh!"
"We won't surrender!! Non ci arrenderemo!"
Se me lo avessero predetto, se mi avessero detto che io ed Ela saremmo state in un'aula, davanti ad uno specchio, sudate come non mai, a tirare freccie in stile Brave Heart, che saremmo state apostrofate come guerriere impavide, accanto a ragazzi e ragazze urlanti, arrabbiati, che sprizzavano sali minerali a destra e a manca, beh pensate che ci avrei creduto?
Ci trasciniamo fuori a fatica, vogliamo acqua per le nostre bocche e acqua per lavare quei vestiti appiccicati ovunque... Con un filo di voce chiedo:
"Ela, allora? Che facciamo ci ritorniamo?"
"Beh,'We won't surrender' no?"
Lola feat. Ela, le vostre Brave Hearts funklandesi
"Hallo zusammen! Seit ihr bereit für den Kampf?! Are you ready to fight!"
"Yeahhhhhh!" I nostri compagni rispondono all'insegnante-guerriera con un urlo sgolato pieno di rabbia. Vicino a me due ragazzi tatuati a chiazze dalla testa ai piedi. Guardo Ela e mi scuso con lo sguardo. Appena in tempo, perché in un attimo parte una musica dance dai bassi potenti. Come di risposta ad un comando militare, tutti guardano lo specchio di fronte e fingono di combattere col nemico. Le due Funkfunk, cercano di stare dietro a quei movimenti impazziti, calci, salti, pugni, ginocchiate e gomitate.
Ma il peggio doveva ancora venire... La musica di Brave Heart invade la sala...
"Voi siete dei combattenti coraggiosi! Voglio sentirvi!"
"Uhh! Ahh!"
Guardo Ela e me la immagino vestita di pelli con i capelli sporchi di fango, proprio come Mel Gibson nel film. Orribile pensiero...
"Coltivate il vostro cuore, combattenti!!"
"Uhh! Ahh!!"
L'insegnante-guerriera rotola i polsi l'uno intorno all'altro e disegna un arco immaginario... "Tirate! Sfrecciate le vostre freccie, cuori impavidi!"
"Uhh! Ahh!"
"We won't surrender!! Non ci arrenderemo!"
Se me lo avessero predetto, se mi avessero detto che io ed Ela saremmo state in un'aula, davanti ad uno specchio, sudate come non mai, a tirare freccie in stile Brave Heart, che saremmo state apostrofate come guerriere impavide, accanto a ragazzi e ragazze urlanti, arrabbiati, che sprizzavano sali minerali a destra e a manca, beh pensate che ci avrei creduto?
Ci trasciniamo fuori a fatica, vogliamo acqua per le nostre bocche e acqua per lavare quei vestiti appiccicati ovunque... Con un filo di voce chiedo:
"Ela, allora? Che facciamo ci ritorniamo?"
"Beh,'We won't surrender' no?"
Lola feat. Ela, le vostre Brave Hearts funklandesi
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