venerdì 29 ottobre 2010

Avance bestiali...

Giornata stupenda oggi in Funklandia, evento raro e proprio per questo bisogna proprio carpire il diem. A parte il sole splendido però c’è un freddo pungente che mi sfrizzola la punta del naso e infatti ho già quasi consumato tutta la mia scorta di fazzoletti (più che utili di questi tempi). Tornando da scuola, dunque, mi ricordo del motto di oggi e in un impeto di energia salto giù dal tram per andare a fare un salto al supermercato e prendere i fazzoletti mancanti.

Ecco che entrando mi accorgo che potrei anche prendere delle altre cosette per pranzo e allora mi dirigo verso gli scaffali della frutta e della verdura. Tra mandarini spiaccicati per terra e anziani signori che ancora non sanno usare la bilancia elettronica, ecco che sento un fischio. Uno di quei fischi irritantissimi da marpioni abbonati che sento talvolta quando passo vicino al cantiere di fianco a casa. Uno di quei fischi che vogliono dire “ehi bambola, guarda che io sono macho man”.
Tornando al supermercato, mi guardo in giro e penso: “ma chi, CHI rompe le scatole anche al supermercato? Guardo con il mio sguardo sprezzante un povero dipendente che sta riempiendo gli scaffali di cipolle, ed ecco che lo sento ancora. Allora mi accorgo che mi sono fermata nel posto sbagliato: davanti a me si erige un pupazzo 1:1 di una marmotta che dovrebbe rappresentare la biologicità (J,scusate il neologismo elaniano) dei prodotti. Sì, proprio quella stupida stessa marmotta della pubblicità, che la ragazza si ritrova nel cestello della bicicletta a fischiettare allegramente. Mi riscuoto, ancora incredula, e cerco di ritrovare la retta via tra gli scaffali, perché tra il ragazzo delle cipolle e la marmotta marpiona, già mi sono dimenticata di che cosa volevo comperare. Focalizzo: i fazzoletti, giusto.J Ela

giovedì 28 ottobre 2010

Giornata NO per le FunkFunk

A volte mi chiedo perché sono cosí idiota, se ho qualche deficit nel cervello, o se sono semplicemente allucinata e affetta dal morbo di Fantozzi! La mia testa, soprattutto stasera, non ci stava proprio..ma dov'era finita? Non si sa.
Una volta Ela mi disse:

"La tua testa ha fatto il giro della casa per non incontrarti!" :)

Penso proprio che avesse ragione! Da quel giorno, la mia testa è scomparsa! Non ho contattato "Chi l'ha visto?" perché ho creduto che fosse stupido annunciare una perdita inutile :)..Sta di fatto, che stasera, in tre ore, me ne sono successe di tutti i colori!

1) Verso le 18.20 mi preparo per scappare da Funklandia, la città dello stress. Cerco di attivare tutte le mie forze per superare la scalata dell'Everest, obbligatoria per chi vuole usufruire del tram. Scendo i miei quattro piani di scale, faccio salite e discese tra le vie piú oscure, scendo altri tre piani di scale nella galleria di Funklandia, incorporata di vento contrario a 100km/h e infine, dopo un lungo combattimento, mi rilasso un po' sulla scalamobile. Ma oggi, rilassarsi proprio non si puó! Giuditta, la mia valigia, a questo trantran giustamente ha detto "Basta!" ed ha cosí deciso di passar a miglior vita..

2) Giunta in stazione, incontro un'anima felice, una collega di spagnolo. Ajajajajaj, vi ricordate che stasera era serata di film latinoamericani? Beh, Francis e Doroty, la sua collega, non ce l'hanno fatta a partecipare alla lunga carrellata di film muti ,e cosí ,si sono ritrovate sul binario a sparlare sia dei film che del sore, sore che, sfortunatamente, muto non è! Giunto il momento di salire sul treno, sopraggiunge il piccolo pulmino porta carrellino-rompi-scatole e provate ad immaginare dove si ferma? Davanti a Francis e Doroty, giusto per regalargli uno splendido panorama...

3) Finalmente, riusciamo a prendere posto. Parliamo del piú, del meno e di tutte le operazioni matematiche possibili. Ci facciamo quattro risate e poi ci mettiamo un po' a studiare. Le ore passano, i minuti pure e siamo a un'ora dalla destinazione, è quindi giunto il momento di dire "Basta, ne ho abbastanza di fogli, lettere, numeri e quant'altro!" Riprendo a parlare con Doroty. Eravamo talmente prese dalla nostra conversazione che il tempo ci è volato. Sentiamo una voce provenire dall'alto dei cieli, ma non l'ascoltiamo. Io mi precipito, metto le mie lettere e i miei numeri dentro Giuditta, la valigia e saluta la mia collega. Scesa dal treno, panico totale:

"Ma dove sono finita? Questa non è la stazione di casa mia! E cosa ci fa quel treno lí fermo? Ma dove sono le scale? Ma scusa, ma Doroty mica mi aveva detto che doveva scendere anche lei perché doveva cambiare treno? Perché non è scesa? Oh mamma, ma cosa mi succede?"

In un flash di secondi Francis si ritrova completamente disorientata, ma per fortuna riesce a capacitarsi e comprendere che quella fermata non era la sua...Si volta e risalta sul treno, si dirige verso Doroty e le dice "Ma scusa, ma tu non mi dici niente?" e lei "Ma come, ti sei precipitata, non capivo piú a quale fermata mi avevi detto che saresti scesa" a quel punto entrambe scoppiano a ridere...


Francis, parente di Fantozzi

"Pensieri da fesserie"

Questa per Lola è stata una giornata da strizza cervello. Glielo hanno fatto strizzare, stropicciare, annacquare, spolpettare talmente tanto che a tratti si dimenticava che con lei a soffrire c'era O'Tactac (l'esemplare di maschio che Lola si è scelta). Il luogo più ambito dove i studenti funklandesi passano il tempo a triturarsi le meningi è la biblioteca centrale.
"O'Tactac?" Lola si ricorda di avere una lingua e che esiste un mondo reale al di fuori di conti e principesse medievali.
"Eh.." O'Tactac risponde bisbigliando come è giusto che sia.
"Vado in bagno un attimo"
"Ok, falla tutta mi raccomando..." O'Tactac la prende in giro come al solito...

Lola si dirige "auf die Toilette" come si dice qui. Entra, chiude la porta a chiave e si accorge di avere tra le mani il telefonino. Per dinciribacco, non ho tasche e ora dove lo metto?
Per terra? Ma sente la voce di sua madre che da lontano s'indigna "il pavimento è il luogo dove germinano più batteri, è schhhhporco!"
In mano? E no come faccio poi...
Ah ma qui c'è una scatola attaccata alla porta per i sacchetti igienici, lo appoggio qui su questa piccola sporgenza. Ci sta? Ci sta.

Lola continua a pensare... ma perché si dice andare "auf die Toilette", andare sul gabinetto, perché bisogna proprio essere così espliciti e fare capire che ci si bisogna sedere sopra? Ma dico un po' di privacy, di dico non dico. Intanto esce dal bagno incontra una ragazza che invece entra e che farà forse i suoi stessi "pensieri da fesserie", cammina, sale le scale, da' un'occhiata all'uscere con quell'aria seria e...

.... Il telefoninoooooo! Lola comincia a correre come una matta, Lola sembra il fido Lessie che deve salvare il bambino biondo di turno, Lola ha il fiatone, Lola sente la canzone di Mission Impossible di sotto fondo, Lola si sente la compagna improvvisata di Tom Cruise, Lola entra con foga in bagno e vede quella ragazza che avrebbe dovuto fare i suoi stessi "pensieri da fesserie" chiudere la porta del suo bagno!

Spaaaam, skreschetepum!

Telefonino frantumato... Silenzio....
Lola immobile, l'unica cosa che la separa dal suo oggetto:una porta da WC.
"Entschuldigung?" si fa coraggio, "Sarebbe il mio telefonino..."
La ragazza apre la porta ancora scossa dallo skrescetepum e mi dice "Non so come sia potuto succedere..."

E io lo so invece, basta essere Lola e fare "pensieri da fesserie"!


Lola :-)

martedì 26 ottobre 2010

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Quando le Funkfunk16 hanno iniziato questa loro pazza e insolita convivenza affrontarono incontri e scontri culturali su di un fronte ben preciso: la parola. Dovete sapere che le Funkfunk16 sono sì ticinesi ma dalle origini più disparate... Abbiamo miscugli di valli ticinesi, nonché cantoni svizzero tedeschi, per poi rotolare giù giù e ancora più giù, nel profondo sud Italia. Queste radici trovano la loro massima manifestazione in una precisa occasione: Quando le Funkfunk16 parlano al telefono.

"Pronto?"
"Buongiorno Signorina, sono la Signora Lella, la nonna di Ela, vorrei gentilmente parlare con lei.", Lola di fronte alla nonna dolcissima e cortesissima di Ela "Elaaaaa, tua nonna! Mi ha chiamato Signorina! Non mi sentivo così importante da anni!".

"Pronto?"
"Ja grüezi, hier isch ts'Herr Rüecksackli am Telephone, ha wölla as Angebot vorstellä... Numa no a Frag... Isch so nützlich... grad üeseri Firma..."
... "mmm"... "eh...", "che cavolo...", "eh"...,
"Ela vieni al telefono che ci sta uno che non capisco un'acca!" Francis si ribella!

"Pronto?"
"We Lolà, embeh com stai?" la dolce mamma di Lola la saluta con il suo lontano accento da pugliese.
"Ciauuu Mamiii" Lola però, non può fare a meno di esprimersi con il suo di accento, accento da ticinese pieno di articoli prima di nomi personali, alternati da neeeee e bom. Si da il via quindi ad un discorso intergenerazionale, tra madre e figlia, formato da idiomi differenti... Cosa che farebbe drizzare i peli sulla pelle di Bignasca! Poveretto! O forse no...
"Eh, e che hai mangiato oggi Lolà?"
"La pasta mamma, l'ha cucina la Francis, era meeega buona!"
"Mmm, brav' brav', e mo' che fai?"
"Eh bom, mi metto a studiare..."
"Eh Lolà stud m' raccmann, ca t' spiezz r'gamb" in un modo affettuoso, comprensibile attraverso il codice culturale pugliese, mi incoraggia allo studio.
"Si mami bella studio studio...".

"Pronto?"
"Ciao Love!!!" No non è il fidanzato di Tiff, è sua sorella, se uno le vedesse si stupirebbe nel venire a conoscenza che non sono gemelle, anche se assomigliano alle veline, la bruna e la bionda.
"Ciao Sister!" e poi seguono risate a più non posso, progetti al sapore di tequila e regaetton, e baci baci!



"Pronto?"... Chi sarà il prossimo? Un caro saluto, Lola :-)

domenica 24 ottobre 2010

Spagnolo colloquiale o sesso e parolacce?!

è da tempo ormai che Francis si strugge per leggere un libro, diciamola cosí come sta, PORNO! Il colmo è che non è un libro di sua scelta, ma bensí un libro della classifica di gradimento della cosí chiamata Università di Funklandia. La povera Francis si è dovuta sottomettere a questa violenza sessuale...e sapete che deve farci con sto libro?? Tradurre i vocaboli sul sesso e sulle parolacce e studiarseli per l'esame di spagnolo colloquiale, il che, la rende molto perplessa.

Fin da piccola mi hanno insegnato che le parolacce non si dicono, le mie compagne di avventura, specialmente Lola, dice che "ci si bisogna pulir la bocca con il sapone quando una persona dice le parolacce"...e adesso sono arrivata all'università, dove il sapere è molto alto, e mi insegnano a dire le parolacce? Ma che società contorta..peggio delle opere d'arte di Picasso!

E poi, educazione sessuale mica si faceva alle medie e al liceo? Ah, ma forse adesso siamo arrivati alla pratica, sempre su carta, spiegata nei minimi dettagli e con parole onomatopeiche.

Le mie proposte:

1) l'università crea una nuova facoltà con una nuova materia chiamata "educazione sessuale: livello avanzato"

2) il corso di spagnolo colloquiale dia l'opportunità di scelta tra due lezioni specifiche:

             - "spagnolo colloquiale sul sesso spietato"

             - "spagnolo colloquiale nei limiti giusti"

Forse cosí si creerebbe uno schieramento tra "pervertiti" e "persone nella norma", peró, mica è colpa mia....

Che dilemma!
Aiutatemi!

Francis

sabato 23 ottobre 2010

Piccole gioie

Questa mattina mi sveglio e già percepisco il freddo mattutino fuori dalla mia finestra. Funklandia non si smentisce mai, novembre è vicino e il gelo gli farà da accompagnatore. Il mio materasso economico da studente allo sbaraglio, ancora dopo 3 anni, mi intorpidisce la schiena e il pensiero dello studio intensivo che mi aspetta lì a quella scrivania non è proprio il buongiorno che avrei voluto.
Mi alzo a fatica e mi dirigo in cucina con la camminata di uno zombie in vacanza, mi preparo il mio solito caffé-latte rivitalizzante, apro il frigo per prendere la mia marmellata ai lamponi e vedo un piccolo sacchettino con la scritta: "Per Lola, un piccolo kit di sopravvivenza, enjoy".
Francis mi ha portato un dolcissimo kit per preparare la raclette che a me piace tantissimo... Non posso che ammettere che la mia giornata funklandese si è colorata di toni caldi non appena ho incontrato il pensiero che una cara persona mi aveva riservato...

Questa sera gusterò questa piccola gioia, qualcuno ne vuole un po'?

Lola :-)

venerdì 22 ottobre 2010

Giovedí sera: serata di cinema latinoamericano per Ela e Francis

Come ogni giovedí sera, Ela e Francis si recano al cinema latinoamericano. La loro motivazione diminuisce ogni volta di piú. Una volta giunte al cinema, prima che la lezione del loro sore preferito inizi, devono ovviamente soddisfare uno dei loro bisogni primari, quindi si recano al servizio. Il servizio è completamente vuoto, ma bastano due semplici creature per riempirlo "a dovere". Ela e Francis allora entrano in due bagni opposti. Francis ha qualche problema a soddisfare il suo bisogno, e grida ad Ela:

"La mia pipí esce storta!"

Ela esita un attimo a rispondere, ed ecco che le fuoriesce la sua "perla di saggezza":

"Devi mettere la freccia!"

 Potete immaginare la reazione di Francis, che scoppia a ridere e per tutta la sera non ha fatto altro che nascondersi dietro quello che trovava per ridere..