"Ragazzeeeee! Siamo famose! siamo diventate qualcuno! Dico Qualcuno con la Q maiuscola, dico! Ragazzeeeeee, dove siete?!"
"Ehi Lola, siamo qui ma che è successo... respira... Q maiuscola? Siamo famose? Ma di che parli?"
"Noi! Dico Noi con la N maiuscola, dico! Noi siamo Qualcunoooo!!"
"Noi siamo qualcuno... Si. Ehm, che significa? Lola quando sei elettrizzata non si capisce mai un tubo!"
"Ok, ok, mi calmo. Uno, due, tre... il papa non è re, cocco cocco deeee. Ecco. Allora, Noi siamo Qualcuno perché le Funkfunk piacciono! Capite? Noi Funkfunk piacciamo e piacciamo con la..."
"Sì con la P maiuscola... Senti o sputi tutto chiaramente o qui cominciamo a torurarti. E farà male, molto male."
Lola, si siede lentamente su una sedia della cucina. Il capo chino, le mani intrecciate in una posizione austera. Poi alza lo sguardo e sorride pronunciando
"Abbiamo ricevuto il nostro primo premio da Blogger!"
Le Funkfunk16 ringraziano la carissima Tiziana per averci regalato il "One Lovely Blog Award", il nostro primo premio ricevuto su Blogger. Per noi significa molto. Vi consigliamo inoltre di fare 4 passi per il Blog di Tiziana, ne vale la pena. Oltre al contenuto vi colpirà l'attenzione e la cura che Tiziana mostra verso i suoi commentatori e i suoi follower.
Il premio vuole che si dicano sette cose su di noi e che venga inoltrato ad altri 15 blog. Le funkfunk hanno deciso di premiare a loro volta solo i blog che più seguono e che più le emozionano.
7 cose sulle funkfunk16:
1. Le Funkfunk 16 amano la nutella e la cioccolata. Sì, scusate, questa doveva andare proprio al primo posto.
2. Ela ha due cactus nani, Otello e Amleto. Le altre Funkfunk stanno scommettendo sulla data della loro morte. Tutte prevedono che l'evento avverrà entro la fine di quest'anno.
3. Nel funkappartamento c'è un lampadario che la regina vittoria ci ha lasciato in donazione. Qualcuno è interessato a comprarlo?
4. Le Funkfunk hanno un vicino di casa che ama stare a dorso nudo sul balcone. Francis l'ha chiamato Gigi.
5. Quando sono nervose o preoccupate, basta sentire Ela che intona una canzone di Bob Dylan o di Brandie Carlile che tutto passa.
6. In casa Funkfunk è bandito l'aglio. Lola ci ha provato a inserirlo di nascosto nei pasti funklandesi ma le altre l'hanno minacciata: O lui o noi!
7. Le Funkfunk non hanno idea di ciò che accadrà dopo la laurea o più in generale nel loro futuro, ma sanno di certo che ne valeva la pena. Di fare cosa? Di fare tutto.
I blog che più seguiamo e amiamo:
- Citiamo il blog di Tiziana descritto prima, andate a darci un'occhiata!
http://aspassocontizi.blogspot.com/
- Non si può tralasciare Lucia, una bravissima fotografa autodidatta che interpreta i suoi scatti come un regalo donatole da un mondo parallelo. Capirete che ha ragione non appena darete uno sguardo alla magia delle sue fotografie.
http://lucia-moretti.blogspot.com/
- L'intelligentissima Marta che in Parlapà ci emoziona con le sue etimologie.
http://parlapa.blogspot.com/
-La conoscerete tutti, ma come si fa a non citarla? Con i suoi suggerimenti, Turista di mestiere, ti fa venire voglia baciare ogni singolo angolo di questa matta terra.
http://turistadimestiere.blogspot.com/
- C'è chi usa le parole, chi la musica e chi invece riesce a trasmettere tenerezza ed eleganza con il semplice aiuto di una matita ed un tocco di colore. Stiamo parlando di Inapencil, è sublime!
http://inapencil.blogspot.com/
Avremmo potuto citarne molti altri, ma questi sono quelli che seguiamo da più tempo e quelli che hanno rappresentato molte volte una fonte d'ispirazione.
Vi abbracciamo tutti,
Le vostre Funkfunk 16.
3 studentesse ticinesi vivono a Funklandia, una bellissima ma bizzarra città della Svizzera tedesca. Hanno scelto le facoltà più disparate e, a volte prima di addormentarsi, si chiedono ancora perché non la fiorista o la parrucchiera? Non conoscono la lingua, non riescono a mangiare la purea di mele con la pasta e si ostinano ancora a dimenticare l’ombrello a casa quando fuori c’è il sole. Sì, perché, prima o poi, a Funklandia pioverà, sì che pioverà!
lunedì 9 maggio 2011
venerdì 6 maggio 2011
Periodo di magra
È una settimana strana nel funkappartamento. Ci sentiamo come anestetizzate da tutte le cose che dobbiamo fare, i nostri occhi vedono un mondo ovattato e ci muoviamo a rallentatore. La prova più significativa è il nostro funk-frigorifero. Di solito, al contrario di quello che si può pensare di studentesse universitarie, è sempre stra-pieno e assomiglia a quello di una nonna italiana che sta per preparare il menu del pranzo della domenica per tutta la famiglia.
Ma questa settimana, no.
Franz apre il frigo e con un “Mpff” attira la mia attenzione. Guardo anche io e vedo un abisso. Il candore dei ripiani riflette la luce della lampada al neon della cucina e quando mi scappa un “o no” ad alta voce sento l’eco: … o nooo, o noooooo.
Sul fondo del frigo si è formata una pozza: sono le lacrime di questo povero elettrodomestico che si sente trascurato.
Andiamo avanti a toast e caffè. Manco fossimo in prigione.
A metà settimana decido che non si può andare avanti così. Abbiamo bisogno di rifornimenti. A fare la spesa ci metto un’eternità perché è da talmente tanto tempo che non vedo gli scaffali del supermercato che mi fermo a parlare un po’ con loro e mi raccontano gli ultimi gossip: l’aranciata ha lasciato il vino bianco perché si è innamorata di un Merlot del 2006, mentre il latte di capra è caduto dallo scaffale più in alto ma non si è fatto nulla perché è atterrato su una mozzarellona gigante.
Quando salgo le scale del nostro palazzo mi sento una vera eroina, salgo piano le scale per assaporare il momento e … in sottofondo sento la colonna sonora dei Vangelis che mi accompagna: the Conquest of the Paradise.
Arrivo a casa e ricarico il funk-frigo, che cortesemente mi ringrazia facendomi l’occhiolino, sono contenta di aver fatto felice così tante persone oggi.
Arriva Franz, apre il frigo, mi guarda e sulla sua faccia assume quell’espressione da maniaca avvilita che solo pochi oltre a Jack Nicholson, Conan il Barbaro e Franz stessa sanno fare e grida:
Abbiamo il frigo pieeeenooo.
Il cibo non è solo fonte di vita …, nella funkcasa si tratta di una vera e propria ossessione.
Ela:)
mercoledì 4 maggio 2011
Un ordinario rientro a casa
"Funkfunk belle? Ciaooo!"
"Ciao!"
È solo Ela a rispondermi. Solitamente scoppia un ciao comunitario non appena la chiave gira nella serratura. Il corridoio è vuoto, la camera di Francis è socchiusa... strano.
"Ela, ma Francis dov'è?"
"Non so, non è in camera?"
Una voce, accortasi di essere calata al centro dell'attenzione, riemerge da qualche angolo nascosto dell'abisso Francisiano.
"Sono qui..." risponde con voce fioca, stanca ma articolata.
Mi avvicino a quella porta socchiusa, ogni passo è un quesito.
"Francis?"
"Mmmh..."
"Ciao, tutto bene?"
"Mmmh..."
"Mmmh che? Perché non rispondi?"
"Ho deciso di disintegrarmi e stavo facendo le prove."
Quando si varca il funkappartamento bisogna prepararsi a tutto.
A tutto tranne che all'ordinario.
Lola :-)
P.S.
"Ah Lola, prima di decidere di disintegrarmi ho fatto il sugo alla bolognese, se ne vuoi un po'."
"Meno male che l'hai deciso dopo allora..."
"Mmmh..."
"Ciao!"
È solo Ela a rispondermi. Solitamente scoppia un ciao comunitario non appena la chiave gira nella serratura. Il corridoio è vuoto, la camera di Francis è socchiusa... strano.
"Ela, ma Francis dov'è?"
"Non so, non è in camera?"
Una voce, accortasi di essere calata al centro dell'attenzione, riemerge da qualche angolo nascosto dell'abisso Francisiano.
"Sono qui..." risponde con voce fioca, stanca ma articolata.
Mi avvicino a quella porta socchiusa, ogni passo è un quesito.
"Francis?"
"Mmmh..."
"Ciao, tutto bene?"
"Mmmh..."
"Mmmh che? Perché non rispondi?"
"Ho deciso di disintegrarmi e stavo facendo le prove."
Quando si varca il funkappartamento bisogna prepararsi a tutto.
A tutto tranne che all'ordinario.
Lola :-)
P.S.
"Ah Lola, prima di decidere di disintegrarmi ho fatto il sugo alla bolognese, se ne vuoi un po'."
"Meno male che l'hai deciso dopo allora..."
"Mmmh..."
venerdì 29 aprile 2011
Laureate e poi?
Curriculum in spagnolo, lettere di stage, traduzioni in tedesco, negozi vintage, pagine online "sei uno studente in cerca di una nuova sfida? Trova un impiego da noi!", pratici, pratici retribuiti e non, master, master utili e inutili.
"Sì, buongiorno è la signora Lola?"
"Sì, sono io. Mi dica."
"Chiamo dal municipio in merito alla sua richiesta di lavoro..."
"Ah sì, certo! Avevo fatto domanda nell'ambito della cultura, avete novità?"
"Sì, appunto, in quel campo non abbiamo più posti. Sarebbe disposta a fare qualcos'altro?"
"Certo, certo di cosa si tratta?"
Lola, Francis ed Ela, sedute in cucina chi con le gambe sulla sedia, chi con le braccia allungate sul tavolo...
"Eh allora? Che ha detto poi? Che ti hanno proposto?"
"Il mio primo lavoro da laureata? Volete sapere? Udite, udite! Il primo lavoro da laureata che mi hanno proposto e io ho rifiutato è..."
"È?!"
"Censimento dei parcheggi della città."
"Suona male."
"Suona molto male."
Le Funkfunk hanno continuato a discutere sul loro futuro incerto, sui traguardi che hanno raggiunto e sulle difficoltà che ancora devono affrontare. Ragionano sul pezzo di carta che stanno cercando di conseguire, sul suo valore. Rifiutano quelle idee polemiche che proclamano l'inutilità dei loro sforzi. Da qualche parte arriveremo, no? Si convincono l'un l'altra. Le Funkfunk, quella sera, tra una patatina e un crodino, hanno continuato a domandarsi cosa avrebbero fatto da grandi. Anche se grandi lo sono già.
"Sì, buongiorno è la signora Lola?"
"Sì, sono io. Mi dica."
"Chiamo dal municipio in merito alla sua richiesta di lavoro..."
"Ah sì, certo! Avevo fatto domanda nell'ambito della cultura, avete novità?"
"Sì, appunto, in quel campo non abbiamo più posti. Sarebbe disposta a fare qualcos'altro?"
"Certo, certo di cosa si tratta?"
Lola, Francis ed Ela, sedute in cucina chi con le gambe sulla sedia, chi con le braccia allungate sul tavolo...
"Eh allora? Che ha detto poi? Che ti hanno proposto?"
"Il mio primo lavoro da laureata? Volete sapere? Udite, udite! Il primo lavoro da laureata che mi hanno proposto e io ho rifiutato è..."
"È?!"
"Censimento dei parcheggi della città."
"Suona male."
"Suona molto male."
Le Funkfunk hanno continuato a discutere sul loro futuro incerto, sui traguardi che hanno raggiunto e sulle difficoltà che ancora devono affrontare. Ragionano sul pezzo di carta che stanno cercando di conseguire, sul suo valore. Rifiutano quelle idee polemiche che proclamano l'inutilità dei loro sforzi. Da qualche parte arriveremo, no? Si convincono l'un l'altra. Le Funkfunk, quella sera, tra una patatina e un crodino, hanno continuato a domandarsi cosa avrebbero fatto da grandi. Anche se grandi lo sono già.
giovedì 21 aprile 2011
Voglio una vita tranquilla, nanaaaa!
"Voglio una vita tranquilla" canta stonato ma tenero Tricarico. Pare, per contro, che le nostre Funkfunk non posseggano l'arte dell'ammaliare o dell'addolcire la vita, la quale dispettosa si diverte a farle muovere, girare, sbadigliare, infuriare, mangiare, stressare, correre e declamare mantra d'autocontrollo. Ebbene sì, le Funkfunk potrebbero anche dedicare un'intera ode alla vita tranquilla, la potrebbero osannare, potrebbero portarle doni in sacrificio e danze di rispetto, che tanto lei continuerà ad arruffare loro i capelli, a ingiallire le occhiaia e a fare incrementare le loro rotondità.
Il funkappartamento ha avuto l'illustre privilegio di assistere ad eventi particolarmente destabilizzanti, piccoli meteoriti che hanno colpito prima una Funkfunk e poi l'altra, sconquassando gli animi, i pensieri e il dolce sonno notturno. Contrastanti emozioni quotidiane le definiscono loro, ma giudicate voi:
-Il tempo in Funklandia brilla di un sole caraibico, forse che il 2012 vedrà veramente la fine del mondo?
-Mr. Green, il vecchietto-barbone con i capelli e la barba lunghi fino ai gomiti che aveva dichiarato il suo profondo amore per Ela, mostra inconsuete gentilezze nei confronti di Francis. Sarà lei la nuova musa inspiratrice di sentimenti amorosi?
-Ela si presenta ad un colloquio di lavoro in un negozio di vestiti vintage. Non c'è stato verso di scampare dalle cure premurose e ossessive di Lola che ha voluto che si truccasse, si arricciasse i capelli e che si vestisse come il dogma vintage comanda. Come un giudice instransigente Lola dichiarava e definiva ciò che era "vintage" e ciò che non lo era. Questo no, questo sì, questo pure, no quello non farmelo neppure vedere.
-Francis ha dovuto muoversi nella giungla burocratica dell'università funklandese, mostrando forza d'animo e incoraggiata dalle altre Funkfunk che, da buone amiche, hanno insultato come si deve l'apparato d'insegnamento. Che vergogna, che professionalità, che "biiiip" sti professori.
-Tiff ha bussato "cortesemente" all'inquilina del piano di sopra chiedendole di fare meno rumore. La vicina non ha potuto fare altro che scusarsi. Le ore di sonno però non era in grado di restituirle.
-O'Tactac, povero O'Tactac. Lola lo ha accompagnato dal medico d'urgenza alla stazione funklandese per una strana infezione cutanea. I due innamorati però non si aspettavano di certo di incontrare un medico di quelli che se non ti capitano è meglio. Una pantera nera, una modella con il camice li invita ad accomodarsi nel suo studio. L'apparenza inganna però. Sì, perché la pantera-medico-modella non ha gradito che Lola facesse da traduttrice dal tedesco all'italiano per aiutare O'Tactac. Non gradiva che Lola stesse seduta e non gradiva che stesse in piedi. Non gradiva l'espressione seria di Lola e neanche le sue domande. Seria e rude ha spiegato che le ghiandole infiammate di O'Tactac sono causate dall'infezione, "Ma come fate a non saperlo, non ve lo insegnano a scuola?". Lola alza le sopracciglia e si morde la lingua una, due, tre, e pure una quarta volta.
Una settimana impegnativa per le nostre Funkfunk. Il desiderio di una vita tranquilla è costante e insistente. Forse non verrà esaudito dalla vita stessa, che continuerà a essere dispettosa. Ma c'è una buona notizia, sì c'è. Le Funkfunk hanno una settimana di vacanza, una settimana di tregua, una settimana per recuperare lo studio, una settimana intera!
Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!
P.S.
"Hai visto che non era niente, Lola?"
"Sì, ho visto, però prendi le medicine mi raccomando... Non la voglio più vedere la Naomi Campbell della medicina..."
"Sì, non ti preoccupare."
O'Tactac tutto contento e per niente sconcertato dai modi del medico pantera, comincia a canticchiare: "Nanaaa, voglio una vita tranquilla nanaaa, perché da quando son natoooo..."
"Scusa ma che canti?!"
"Una vita tranquilla di Tricarico. Perché da quando son natooo che è complicataaaa..."
"Sî, la conosco bene..."
Lola e tutte le Funkfunk16
Il funkappartamento ha avuto l'illustre privilegio di assistere ad eventi particolarmente destabilizzanti, piccoli meteoriti che hanno colpito prima una Funkfunk e poi l'altra, sconquassando gli animi, i pensieri e il dolce sonno notturno. Contrastanti emozioni quotidiane le definiscono loro, ma giudicate voi:
-Il tempo in Funklandia brilla di un sole caraibico, forse che il 2012 vedrà veramente la fine del mondo?
-Mr. Green, il vecchietto-barbone con i capelli e la barba lunghi fino ai gomiti che aveva dichiarato il suo profondo amore per Ela, mostra inconsuete gentilezze nei confronti di Francis. Sarà lei la nuova musa inspiratrice di sentimenti amorosi?
-Ela si presenta ad un colloquio di lavoro in un negozio di vestiti vintage. Non c'è stato verso di scampare dalle cure premurose e ossessive di Lola che ha voluto che si truccasse, si arricciasse i capelli e che si vestisse come il dogma vintage comanda. Come un giudice instransigente Lola dichiarava e definiva ciò che era "vintage" e ciò che non lo era. Questo no, questo sì, questo pure, no quello non farmelo neppure vedere.
-Francis ha dovuto muoversi nella giungla burocratica dell'università funklandese, mostrando forza d'animo e incoraggiata dalle altre Funkfunk che, da buone amiche, hanno insultato come si deve l'apparato d'insegnamento. Che vergogna, che professionalità, che "biiiip" sti professori.
-Tiff ha bussato "cortesemente" all'inquilina del piano di sopra chiedendole di fare meno rumore. La vicina non ha potuto fare altro che scusarsi. Le ore di sonno però non era in grado di restituirle.
-O'Tactac, povero O'Tactac. Lola lo ha accompagnato dal medico d'urgenza alla stazione funklandese per una strana infezione cutanea. I due innamorati però non si aspettavano di certo di incontrare un medico di quelli che se non ti capitano è meglio. Una pantera nera, una modella con il camice li invita ad accomodarsi nel suo studio. L'apparenza inganna però. Sì, perché la pantera-medico-modella non ha gradito che Lola facesse da traduttrice dal tedesco all'italiano per aiutare O'Tactac. Non gradiva che Lola stesse seduta e non gradiva che stesse in piedi. Non gradiva l'espressione seria di Lola e neanche le sue domande. Seria e rude ha spiegato che le ghiandole infiammate di O'Tactac sono causate dall'infezione, "Ma come fate a non saperlo, non ve lo insegnano a scuola?". Lola alza le sopracciglia e si morde la lingua una, due, tre, e pure una quarta volta.
Una settimana impegnativa per le nostre Funkfunk. Il desiderio di una vita tranquilla è costante e insistente. Forse non verrà esaudito dalla vita stessa, che continuerà a essere dispettosa. Ma c'è una buona notizia, sì c'è. Le Funkfunk hanno una settimana di vacanza, una settimana di tregua, una settimana per recuperare lo studio, una settimana intera!
Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!
P.S.
"Hai visto che non era niente, Lola?"
"Sì, ho visto, però prendi le medicine mi raccomando... Non la voglio più vedere la Naomi Campbell della medicina..."
"Sì, non ti preoccupare."
O'Tactac tutto contento e per niente sconcertato dai modi del medico pantera, comincia a canticchiare: "Nanaaa, voglio una vita tranquilla nanaaa, perché da quando son natoooo..."
"Scusa ma che canti?!"
"Una vita tranquilla di Tricarico. Perché da quando son natooo che è complicataaaa..."
"Sî, la conosco bene..."
Lola e tutte le Funkfunk16
giovedì 14 aprile 2011
Lola-Rocky e finzione scenica: Gli uomini improvvisati di Funklandia
Lo scarico del lavandino e della doccia sono intasati, toppi, bloccati. La luce del bagno è fulminata, così anche una delle lampadine appartenenti al maestoso ma orribile lampadario della regina Vittoria, il quale ci è stato imposto senza possibilità di obiezione da Sandokan, il nostro amministratore. Per non parlare dell'aspirapolvere che non funziona o del rubinetto da cambiare. Cosa fare in questi casi? Maledire il nostro sesso femminile e il mancante pacchetto genetico che caratterizza l'abilità tecnica? Oppure spalancare le finestre, allungare i nostri capelli giù per i due piani sottostanti e pregare che qualche principe, supereroe, dai pure un semplice postino, risponda con prontezza al nostro grido di aiuto? No, cari lettori, nulla di tutto ciò. Dimenticavate che si tratta delle Funkfunk16...
Prima di mettersi al lavoro, senza alcuna esitazione dettata dalla paura ma con animo coraggioso, le Funkfunk hanno scelto la colonna sonora che le avrebbe accompagnate nell'impresa. (Beh che c'è, tutti gli eroi ne hanno una. Noi abbiamo pure risparmiato prendendone una in prestito). Quando tutto era pronto, con un virile cenno del capo le Funkfunk hanno dato il via al rinnovo del Funkappartamento. Ben presto goccie di sudore si presentarono a bagnare le tempie, i polpastrelli delle mani si colorarono di rosso per lo sforzo dello stringere e dell'avvitare, gambe e braccia cominciarono a cedere. In lontananza però si sentiva una voce che le incoraggiava Trying hard now, gonna fly now!
Quando l'ultima lampadina appartenente al lampadario della regina Vittoria venne montata, il loro duro lavoro fu terminato. Si complimentarono l'un l'altra, come fanno i veri uomini, un bastoncino in bocca e una stretta di mano insieme ad un invito per una birra ghiacciata.
"Ragazze, siamo dei fantastici uomini improvvisati!"
"Già Lola... Ma va bene la musica di Rocky e le scenate da wrestling, ma dovevi per forza vestirti così?"
"Perché? Che c'è di male?"
"Per due lampadine ti sei vestita da Rocky versione muratore..."
"Si chiama finzione scenica, cara, F-I-N-Z-I-O-N-E S-C-E-N-I-C-A!"
Lola-Rocky e i Funkuomini improvvisati
Prima di mettersi al lavoro, senza alcuna esitazione dettata dalla paura ma con animo coraggioso, le Funkfunk hanno scelto la colonna sonora che le avrebbe accompagnate nell'impresa. (Beh che c'è, tutti gli eroi ne hanno una. Noi abbiamo pure risparmiato prendendone una in prestito). Quando tutto era pronto, con un virile cenno del capo le Funkfunk hanno dato il via al rinnovo del Funkappartamento. Ben presto goccie di sudore si presentarono a bagnare le tempie, i polpastrelli delle mani si colorarono di rosso per lo sforzo dello stringere e dell'avvitare, gambe e braccia cominciarono a cedere. In lontananza però si sentiva una voce che le incoraggiava Trying hard now, gonna fly now!
Quando l'ultima lampadina appartenente al lampadario della regina Vittoria venne montata, il loro duro lavoro fu terminato. Si complimentarono l'un l'altra, come fanno i veri uomini, un bastoncino in bocca e una stretta di mano insieme ad un invito per una birra ghiacciata.
"Ragazze, siamo dei fantastici uomini improvvisati!"
"Già Lola... Ma va bene la musica di Rocky e le scenate da wrestling, ma dovevi per forza vestirti così?"
"Perché? Che c'è di male?"
"Per due lampadine ti sei vestita da Rocky versione muratore..."
"Si chiama finzione scenica, cara, F-I-N-Z-I-O-N-E S-C-E-N-I-C-A!"
Lola-Rocky e i Funkuomini improvvisati
domenica 10 aprile 2011
La primavera?
La primavera?
Un albero di ciliegio selvatico, morbido bianco, fiorito ad un metro dalle nostre finestre.
Gli occhiali a goccia di Francis e la sua elegante unicità nel portarli.
Il suono della chitarra di Ela e la sua voce che accompagna il tramonto.
Le vetrine colme di manichini vestiti di fiori, di paglia e di jeans.
Il vicino molesto ride, le funkfunk però non studiamo strategie di sterminio.
Le lunghe maniche nell'armadio, insieme agli stivali si preparano al letargo.
Un'aria medievale dai colori sgargianti che pervade le vecchie vie di Funklandia.
Il rossetto perlato di Tiff.
Il sapore di una birra fresca e lo schioccare delle patatine sotto i denti.
Un viottolo di tulipani.
Le infradito che liberano alluci, mignolini e tutti gli altri.
L'allergia di Lola e i suoi buffi starnuti.
Una chiacchierata sull'esistenza e sulla vita davanti ad una coppetta di fragole, limone e zucchero di canna.
La primavera? È davvero arrivata.
Un albero di ciliegio selvatico, morbido bianco, fiorito ad un metro dalle nostre finestre.
Gli occhiali a goccia di Francis e la sua elegante unicità nel portarli.
Il suono della chitarra di Ela e la sua voce che accompagna il tramonto.
Le vetrine colme di manichini vestiti di fiori, di paglia e di jeans.
Il vicino molesto ride, le funkfunk però non studiamo strategie di sterminio.
Le lunghe maniche nell'armadio, insieme agli stivali si preparano al letargo.
Un'aria medievale dai colori sgargianti che pervade le vecchie vie di Funklandia.
Il rossetto perlato di Tiff.
Il sapore di una birra fresca e lo schioccare delle patatine sotto i denti.
Un viottolo di tulipani.
Le infradito che liberano alluci, mignolini e tutti gli altri.
L'allergia di Lola e i suoi buffi starnuti.
Una chiacchierata sull'esistenza e sulla vita davanti ad una coppetta di fragole, limone e zucchero di canna.
La primavera? È davvero arrivata.
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