venerdì 17 dicembre 2010

L'essenziale in breve

È tempo di esami in casa delle Funkfunk, ma è anche tempo di feste. Infatti, bisogna assolutamente fare una cena di Natale come si deve per festeggiare l’imminente avvenimento. La serata si organizza già con una settimana di anticipo perché bisogna includere questo importante impegno nella propria agenda. Ecco che allora troviamo la settimana scorsa due post-it sul tavolo della cucina scritti dalla penna veloce di Lola:
-Cena venerdì settimana prossima: cosa mangiamo? (scegliere prego): pizza, fondue chinoise, raclette, fondue al formaggio, panzerotti. –
L’essenziale naturalmente è il pasto. Ci troviamo tutte d’accordo molto in fretta: i panzerotti. Ma c’è lo stesso ancora un quesito che turba la mente di Franz: “con o senza prosciutto?” … Lola, in uno spirito nazionalista pugliese la fulmina con lo sguardo per un secondo, ma poi tornano i suoi occhi dolcissimi e dice “vabbé li facciamo con e senza” (N.B. i panzerotti in Puglia si fanno assolutamentissimamente senza prosciutto, mentre in Calabria, regione cara a Franz, si fanno certamente con…).
Iniziano dunque i preparativi per questo evento Funklandese e quindi è essenziale avere anche le decorazioni natalizie. Franz e Lola, due genie della creatività, tagliano un sacchetto di cartone del supermercato che rappresenta degli angioletti e lo appendono in cucina (…?) che poi viene inebriata dalle candele profumate alla vaniglia trovate in fondo ad un armadio in corridoio, mentre Franz si occupa dei centrotavola: prende un arancia, un pompelmo, un mango e un lime e ci disegna sopra le nostre facce con una penna biro.
Dopo un aperitivo crodino&chips ci mettiamo dunque all’opera. Fare i panzerotti è un’operazione lunga e difficile e solo pochi osano quest’impresa. Ma noi siamo in quattro e subito ci organizziamo in un’improvvisata catena di montaggio caratteristica dei tempi moderni: Lola fa le palline di pasta, Franz le stende con il mattarello, Tiff e Ela si occupano di farcirle facendo attenzione a mettere o non mettere il prosciutto in panzerotti di ugual numero. “L’essenziale è che i bordi non siano bagnati di sugo” ci rivela la nostra esperta Lola che osserva vigile sopra le nostre spalle i lavori in corso.
Dopo la scorpacciata dei non pochi panzerotti ci aspetta ancora il dessert. Visto che non volevamo proprio lasciar perdere l’idea di mangiare una fondue natalizia, optiamo per la fonduta al cioccolato. Ela si dice esperta in materia: “l’essenziale è di mettere la cioccolata e il latte insieme così che hanno la stessa temperatura”. Nonostante i suoi sforzi, produce una massa ineguale di cioccolata fusa che assomiglia più a altro che a una fonduta, ma prontamente Lola riesce a salvarla.
Così, tra un ananas supercioccolatoso e una mela ricoperta di fonduta ci chiediamo come sarebbe mangiare una Nutella al cioccolato fondente, ricordiamo vecchi episodi di noi quattro da liceali, vecchi professori, antichi compagni, ci immaginiamo il prossimo natale, quando magari già non vivremo più insieme e cerchiamo anche di ricordarci come era la storia di Bianca & Bernie nella terra dei canguri…
…L’essenziale? –Noi-.
ElaJ

mercoledì 15 dicembre 2010

Il tempo è arrivato

A tutti i fedeli lettori di Funklandia,

Le Funkfunk16 comunicano con rammarico e piena sofferenza che è arrivato il tempo dell'agitazione, della sonnolenza per strada, delle notti con gli occhi appiccicati su teorie e vocaboli, dei post purtroppo corti e sporadici... è arrivato il periodo degli ESAMI!

La Funkcasa è ridotta ad un accampamento e le Funkfunk non sono di meglio:
-Ela si è ammalata, allora s'incappuccia con l'asciugapiatti e fa le inalazioni all'eucalipto nell'insalatiera in cucina. Per il resto del tempo cammina per casa tutta pallida e con un viso che urla pietà ad ogni piega espressiva.
-Tiff è rintanata in camera ed esce solo per soddisfare i bisogni primari, naturalmente bagno e cucina quali uniche destinazioni.
-Francis si è data alla musica classica, perché "dai, sta musica mi rilassa!". Oltre alla musica classica, un ulteriore cartuccia per uscire indenne dallo stress da esami è l'assunzione regolare di toast alla nutella. Dice che funziona...
-Lola alterna momenti di "Sì ce la faccio" a "No, ma perché a me, perché l'antropologia medica costruttivista  a me? Perché?!". In quest'ultimo caso, cade in uno sconfortante stato di trans, le altre Funkfunk l' acchiappano al volo, la scuotono e lei si riprende con un "Sì ce la faccio... ce la faccio".

Ce la faremo?

Le Funkfunk16

P.S. Auguri a tutti gli studenti per i prossimi esami!

martedì 14 dicembre 2010

Apemaya, la studente Sherlock Holmes

Io studio storia ed etnologia, mia sorella, Apemaya, studia infermieristica. Io non capisco nulla delle malattie e delle cure migliori da consigliare, mia sorella è un'esperta. Io non comprerei mai dei libri sull'autodiagnosi, mia sorella ne ha riempito gli scaffali. Quindi Io e Apemaya:

"Apemaya, sorellina, hai visto cosa mi è spuntato fuori sui gomiti? Sembra un eczema, anzi no due mandarini infuocati." Apemaya allora, comincia ad analizzarmi i gomiti con espressione seria identica a quella di Dr. House quando scruta i suoi pazienti. Dopo qualche secondo di osservazione comincia ad annuire ad intermittenza.
"Ma che cos'è Ape?"
"Mmmh--- Eh--- Mmmh..." I suoi occhi si muovono in una smorfia di cruccio e io comincio ad agitarmi.
"Ce l'hai anche sulle ginocchia?"
"No... no no."
"Mmmh--- Eh--- Mmmh..."
"Ape ma è grave?!!"
Attende un attimo la mia Sherlock Holmes della medicina e poi confessa il nome del criminale:
"Psoriasi."
"Pso che?!!"
"Psoriasi." Ma è una parolaccia, è una figura retorica tipo la parte per il tutto, è un tipo di pianta carnivora? Che cos'è!!
Cerco di trattenera la mia reazione da pivellina della medicina e: "Non sembra una cosa bella... ma da cosa è causato?"
"Stress."
"Stress?!"
"Sì stress." Ape Sherlock Holmes annuisce con decisione. Non mi è più possibile sindacare o chiedere chiarimenti. Ape Sherlock Holmes ha svolto le sue indagini con cura e dedizione.
"Ah, va bene."

Apemaya ha dimostrato la freddezza che si richiede a chi svolge il suo lavoro con professionalità, io me la sono fatta addosso. Apemaya ha risolto il caso, io non ho ancora capito chi è l'assassino. Apemaya si allontana soddisfatta, io rimango lì ad osservare il luogo del reato, i miei gomiti.

Ma come si chiamava? Suonava malissimo... Pso.. psoqualcosa...

Lola :-)

domenica 12 dicembre 2010

Le Funkfunk tra 10 anni

Francis: “Ieri stavo pensando come saremo tra 10 anni.” Ela scoppia a ridere, Lola mi guarda stupita.

“Beh si, avremo una famiglia e poi, ogni tanto, c’incontreremo come fanno in Desperate Housewives, non a giocare a poker, ma a mangiare i panzerotti, quel gran capolavoro di Lola! E poi Ela ci canterà come sempre le sue canzoni magiche…”

Ela si butta a terra con la sua chitarra, la sua compagna inseparabile…

Francis: “Beh si, sempre che Ela non muoia prima dal ridere.”


E pensare che 8 anni fa ebbe inizio la nostra conoscenza. Iniziava il Liceo, eravamo tutte impaurite, disorientate, ancora in cerca di un ideale da seguire, supercontente un giorno ed enormemente frustrate quello dopo…

Adesso invece, beh, la frustrazione è rimasta, la contentezza pure, peró siamo diventate ‘de coccio’, come dice Lola, combattiamo per il nostro ideale….

E fra 10 anni, come saremo?


Ecco un elenco delle cose che speriamo di perdere per strada prima dei 30 anni:

-          lampadario della Regina Vittoria, che abbiamo nel corridoio della Funkcasa
-          gli animaletti, amici di Ela (morti)
-          la fissa di mangiare la pizza almeno una volta alla settimana e una volta al giorno toast caldo alla nutella
-          la paura di esprimersi in funklandese e di confrontarsi con i funklandesi
-          il portafoglio vuoto
-          un pavimento che scricchiola ad ogni passo che fai
-          il non essere all’altezza delle idee apparentemente geniali dei tuoi colleghi
-          l’insicurezza per quanto riguarda il nostro futuro lavorativo
- etc. etc. etc


Buona domenica a tutti!!! FrAnCiS

sabato 11 dicembre 2010

"Frau Lola" e la schizzofrenia

Avete mai desiderato poter dire ciò che pensate senza prima fare filtrare ogni pensiero dal buon senso e dalla buona educazione? Lola ci ha pensato sì. Solo che non appena accenna qualche parola impulsiva, poi se ne pente amaramente. Quindi, la nostra cara Lola, ha imparato ad applicare nei casi estremi uno sdoppiamento schizzofrenico. Sì lo conoscete anche voi. È quando la vostra mente formula delle frasi impronunciabili e indecorose e la vostra bocca le trasforma in dolci espressioni.

"Frau Lola, habe gerade ihre Rezension korrigiert." La professoressa di Storiografia della sessualità mi annuncia che ha corretto la mia recensione sui concetti di nazione e famiglia nella rivoluzione francese. Sorrido e attendo una valutazione.
"Mmmh, na ja, da sind meine Korrekturen. Die Sprache, Frau Lola ist ein Problem, ja." Guardo la mia recensione che Lei mi ha piazzato davanti agli occhi. È un disastro, è martoriata di segni, è smembrata e sconquassata da punti di domanda, è umiliata. La professoressa di Storiografia della sessualità decreta che la lingua è un problema e mi chiede se ho mai scritto in tedesco.

Mai scritto in tedesco? Cara Professoressa di arte erotica, sono in Funklandia da ben tre anni, ho scritto lavori fino a vomitarli. Sì v-o-m-i-t-a-r-l-i! Ho fatto correggere questa recensione a pagamento da una persona di madre lingua tedesca, cara la mia professoressa femminista, transsessualista e maschilista. Ci ho messo ore per scriverla, ore immobile dietro ad un pc stanco! E poi come mai, la mia cara Professoressa di pratiche Bungabunga, è l'unica che mi fa penare l'anima?! È una pignola, cara la mia Professoressa, una pignola senz'anima. Ha un cuore però, ed è fatto di teorie vuote e senza sostanza!

"Beh, sì ho scritto in tedesco diverse volte. Alcune volte però mi è stata data la possibilità di scrivere in italiano. Ma mi scusi, Frau M., la mia recensione è incomprensibile?"

La Professoressa delle sessualità labili scoppia in una forte risata alla mia domanda e risponde "Beh, quello che ho capito andava bene."

È una pignola dedita al nozionismo spicciolo! Provi a guardare più in là di quel suo snobbismo da intellettuale e quei pregiudizi da donna già arrivata! È una pignola! Una che guarda la forma ma ha perso il contenuto per strada! Io se fosse in lei, un po' mi vergognerei. Sì, mi vergognerei di fare penare ogni ragazzo di questo corso. Guardi quello con gli occhiali e i capelli a zig-zag, ha paura di finire tra le sue grinfie! E la ragazza in fondo? Poveretta, teme che lei le legga in faccia che non ha capito un'acca della sessualità costruita socialmente. Guardi! Io sono solo l'ultima delle sue vittime!

"Ah, mi dispiace molto che non sia stato comprensibile. Mi dispiace anche perché l'ho fatto correggere e mi sembrava fosse chiaro e lineare. La ringrazio Frau M., vedrò di correggere e le consegnerò tutto il lavoro finito. Grazie mille, auf Wiedersehen."

"Ja auf Wiedersehen, Frau Lola, bis bald."

Non mi chiami Frau Lola, non lo sopporto e a presto un tubo!

"Ja bis bald Frau M., auf Wiedersehen"


Lola :-)

giovedì 9 dicembre 2010

Il monologo interiore di Bonnie

Sottotitolo: Pensieri invece di appunti: uno scorcio nella mente di Ela (!)
Premessa: Giovedì sera, tempo di cinema latinoamericano. Franz & Ela, come Bonnie & Clyde, si avventurano nel cinema con la voglia che è pari ai gradi centigradi fuori … sotto zero. Tra uno sparo e l’altro del film brasiliano, Ela lascia liberi i suoi pensieri:

Franz non sta ascoltando. Studia per un’altra materia. È una buona idea. Nemmeno io ascolto. Nemmeno studio. Questa, abbiamo deciso, è l’ultima volta che veniamo. Non ne possiamo più di arte cinematografica sudamericana. La maggior parte delle persone non sta ascoltando, pochissimi prendono appunti. Ho voglia di cantare una canzone. Quando torno a casa la prima cosa che faccio è prendere in mano la chitarra e cantare una canzone. Non tolgo neanche le scarpe. Ogni tanto la mia chitarra proprio mi manca. Soprattutto quando vado in vacanza. Non riesco a togliermi dalla testa il ragazzo che questa mattina in classe si è portato un’intera retina di mandarini. Ne mangiava uno dopo l’altro. Ma come ha fatto a mangiarsi 2 chili di mandarini? È buio. C’è odore di banana. Stiamo guardando un pezzo di film brutale. La mia vicina, non Franz, mangia la banana. Ma io ho voglia di un mandarino;). Una ragazza ha colto l’occasione per andarsene. Perché non è venuto in mente anche a me? Devo convincere Franz a fare la stessa cosa. (Conoscendola non sarà difficile). Che noia. Ho voglia di un mandarino. Dopo dobbiamo andare a fare la spesa. Non abbiamo più carta igienica. È gravissimo se in un appartamento manca la carta igienica. Ognuno da la colpa all’altra. È proprio una cosa essenziale. Che mondo sarebbe senza carta igienica? La prossima volta che diventa buio e guardiamo un pezzo di film ce la filiamo. Come Bonnie & Clyde. Franz si è risvegliata dal suo pseudo-studio e mi ha chiesto se sto scrivendo un romanzo. No. Però forse anche i famosi flussi di coscienza che ha scritto Virginia Woolf sono nati così, dalla noia. La noia dovrebbe essere sempre trasformata in energia positiva. Che ore sono? È già passata mezz’ora? Quando mi annoio a scuola penso che una lezione è lunga un’ora e quarantacinque minuti. Cioè tre mezz’ore. Vado a tappe. Adesso ho controllato. È passata solo la prima mezz’ora…
Franz guarda l’orologio anche lei: “Solo 30 minuti… noooooooo”.
Poco dopo diventa buio di nuovo. Bonnie  & Clyde se la svignano J Ela

mercoledì 8 dicembre 2010

Oggi cucino io!

"Oggi cucino io, ragazze belle!"
Ela entra in casa con una busta di cartone pesantissima e gli occhiali appannati dal freddo-caldo repentino. Io la guardo e comincio a temere il contenuto di quella busta. Quel sorriso a denti stretti poi, da pubblicità della mentadent, un po' m'insospettisce...
"Ah, bello... e posso chiederle cosa si mangia, notre chef de cuisine?"
"È una sorpresa!"
Ah mo' stiamo a posto! L'ultima volta che ci ha fatto una sorpresa, ha cucinato il riso con gli amaretti e la volta prima la pasta nella pentola a pressione. Il riso era d'alta classe, ma la pasta... Dato che non riesco proprio a frenare la curiosità, seguo Ela in cucina e la guardo mentre svuota il sacco misterioso.
"Non riesci proprio a fidarti eh?" e ancora quel sorriso da mentadent.
"No, no, è pura curiosità..." la prendo in giro e osservo attentamente:

Zucchine, Melanzane, Peperoni...

"Mmm un ratatouille?!" sparo e parto col gioco dell'indovinello.
"Noooo..." sorriso mentadent.

Riso, curry...

"Riso al curry! Sì sì, riso al curry!"
"Noooo..." un altro maledetto sorriso alla mentadent.

Banane, latte di cocco...

Ebbene dopo le Banane, la faccia mi si trasforma in un grande punto interrogativo ed Ela, contenta di avermi fatto penare abbastanza: "Cena orientale: banane fritte, verdure al curry e riso bagnato al latte di cocco!"

"Ciao chicas, che si mangia sta sera?" Francis entra in cucina.
"Cucina lei..."
"Ah."
"Oh che noiose... sarà buonissimo vedrete!" E prima di chiudersi la porta alle spalle ci regala un'altra volta quel sorriso da pubblicità.

"Sai cos'è, quell'espressione lì... È quella che mi preoccupa." Si confida Francis.
"Ah chi lo dici! Io lo chiamo il sorriso mentadent..."

Lola :-)

p.s. Poi la cena era squisita. Merci Ela!