domenica 12 dicembre 2010

Le Funkfunk tra 10 anni

Francis: “Ieri stavo pensando come saremo tra 10 anni.” Ela scoppia a ridere, Lola mi guarda stupita.

“Beh si, avremo una famiglia e poi, ogni tanto, c’incontreremo come fanno in Desperate Housewives, non a giocare a poker, ma a mangiare i panzerotti, quel gran capolavoro di Lola! E poi Ela ci canterà come sempre le sue canzoni magiche…”

Ela si butta a terra con la sua chitarra, la sua compagna inseparabile…

Francis: “Beh si, sempre che Ela non muoia prima dal ridere.”


E pensare che 8 anni fa ebbe inizio la nostra conoscenza. Iniziava il Liceo, eravamo tutte impaurite, disorientate, ancora in cerca di un ideale da seguire, supercontente un giorno ed enormemente frustrate quello dopo…

Adesso invece, beh, la frustrazione è rimasta, la contentezza pure, peró siamo diventate ‘de coccio’, come dice Lola, combattiamo per il nostro ideale….

E fra 10 anni, come saremo?


Ecco un elenco delle cose che speriamo di perdere per strada prima dei 30 anni:

-          lampadario della Regina Vittoria, che abbiamo nel corridoio della Funkcasa
-          gli animaletti, amici di Ela (morti)
-          la fissa di mangiare la pizza almeno una volta alla settimana e una volta al giorno toast caldo alla nutella
-          la paura di esprimersi in funklandese e di confrontarsi con i funklandesi
-          il portafoglio vuoto
-          un pavimento che scricchiola ad ogni passo che fai
-          il non essere all’altezza delle idee apparentemente geniali dei tuoi colleghi
-          l’insicurezza per quanto riguarda il nostro futuro lavorativo
- etc. etc. etc


Buona domenica a tutti!!! FrAnCiS

sabato 11 dicembre 2010

"Frau Lola" e la schizzofrenia

Avete mai desiderato poter dire ciò che pensate senza prima fare filtrare ogni pensiero dal buon senso e dalla buona educazione? Lola ci ha pensato sì. Solo che non appena accenna qualche parola impulsiva, poi se ne pente amaramente. Quindi, la nostra cara Lola, ha imparato ad applicare nei casi estremi uno sdoppiamento schizzofrenico. Sì lo conoscete anche voi. È quando la vostra mente formula delle frasi impronunciabili e indecorose e la vostra bocca le trasforma in dolci espressioni.

"Frau Lola, habe gerade ihre Rezension korrigiert." La professoressa di Storiografia della sessualità mi annuncia che ha corretto la mia recensione sui concetti di nazione e famiglia nella rivoluzione francese. Sorrido e attendo una valutazione.
"Mmmh, na ja, da sind meine Korrekturen. Die Sprache, Frau Lola ist ein Problem, ja." Guardo la mia recensione che Lei mi ha piazzato davanti agli occhi. È un disastro, è martoriata di segni, è smembrata e sconquassata da punti di domanda, è umiliata. La professoressa di Storiografia della sessualità decreta che la lingua è un problema e mi chiede se ho mai scritto in tedesco.

Mai scritto in tedesco? Cara Professoressa di arte erotica, sono in Funklandia da ben tre anni, ho scritto lavori fino a vomitarli. Sì v-o-m-i-t-a-r-l-i! Ho fatto correggere questa recensione a pagamento da una persona di madre lingua tedesca, cara la mia professoressa femminista, transsessualista e maschilista. Ci ho messo ore per scriverla, ore immobile dietro ad un pc stanco! E poi come mai, la mia cara Professoressa di pratiche Bungabunga, è l'unica che mi fa penare l'anima?! È una pignola, cara la mia Professoressa, una pignola senz'anima. Ha un cuore però, ed è fatto di teorie vuote e senza sostanza!

"Beh, sì ho scritto in tedesco diverse volte. Alcune volte però mi è stata data la possibilità di scrivere in italiano. Ma mi scusi, Frau M., la mia recensione è incomprensibile?"

La Professoressa delle sessualità labili scoppia in una forte risata alla mia domanda e risponde "Beh, quello che ho capito andava bene."

È una pignola dedita al nozionismo spicciolo! Provi a guardare più in là di quel suo snobbismo da intellettuale e quei pregiudizi da donna già arrivata! È una pignola! Una che guarda la forma ma ha perso il contenuto per strada! Io se fosse in lei, un po' mi vergognerei. Sì, mi vergognerei di fare penare ogni ragazzo di questo corso. Guardi quello con gli occhiali e i capelli a zig-zag, ha paura di finire tra le sue grinfie! E la ragazza in fondo? Poveretta, teme che lei le legga in faccia che non ha capito un'acca della sessualità costruita socialmente. Guardi! Io sono solo l'ultima delle sue vittime!

"Ah, mi dispiace molto che non sia stato comprensibile. Mi dispiace anche perché l'ho fatto correggere e mi sembrava fosse chiaro e lineare. La ringrazio Frau M., vedrò di correggere e le consegnerò tutto il lavoro finito. Grazie mille, auf Wiedersehen."

"Ja auf Wiedersehen, Frau Lola, bis bald."

Non mi chiami Frau Lola, non lo sopporto e a presto un tubo!

"Ja bis bald Frau M., auf Wiedersehen"


Lola :-)

giovedì 9 dicembre 2010

Il monologo interiore di Bonnie

Sottotitolo: Pensieri invece di appunti: uno scorcio nella mente di Ela (!)
Premessa: Giovedì sera, tempo di cinema latinoamericano. Franz & Ela, come Bonnie & Clyde, si avventurano nel cinema con la voglia che è pari ai gradi centigradi fuori … sotto zero. Tra uno sparo e l’altro del film brasiliano, Ela lascia liberi i suoi pensieri:

Franz non sta ascoltando. Studia per un’altra materia. È una buona idea. Nemmeno io ascolto. Nemmeno studio. Questa, abbiamo deciso, è l’ultima volta che veniamo. Non ne possiamo più di arte cinematografica sudamericana. La maggior parte delle persone non sta ascoltando, pochissimi prendono appunti. Ho voglia di cantare una canzone. Quando torno a casa la prima cosa che faccio è prendere in mano la chitarra e cantare una canzone. Non tolgo neanche le scarpe. Ogni tanto la mia chitarra proprio mi manca. Soprattutto quando vado in vacanza. Non riesco a togliermi dalla testa il ragazzo che questa mattina in classe si è portato un’intera retina di mandarini. Ne mangiava uno dopo l’altro. Ma come ha fatto a mangiarsi 2 chili di mandarini? È buio. C’è odore di banana. Stiamo guardando un pezzo di film brutale. La mia vicina, non Franz, mangia la banana. Ma io ho voglia di un mandarino;). Una ragazza ha colto l’occasione per andarsene. Perché non è venuto in mente anche a me? Devo convincere Franz a fare la stessa cosa. (Conoscendola non sarà difficile). Che noia. Ho voglia di un mandarino. Dopo dobbiamo andare a fare la spesa. Non abbiamo più carta igienica. È gravissimo se in un appartamento manca la carta igienica. Ognuno da la colpa all’altra. È proprio una cosa essenziale. Che mondo sarebbe senza carta igienica? La prossima volta che diventa buio e guardiamo un pezzo di film ce la filiamo. Come Bonnie & Clyde. Franz si è risvegliata dal suo pseudo-studio e mi ha chiesto se sto scrivendo un romanzo. No. Però forse anche i famosi flussi di coscienza che ha scritto Virginia Woolf sono nati così, dalla noia. La noia dovrebbe essere sempre trasformata in energia positiva. Che ore sono? È già passata mezz’ora? Quando mi annoio a scuola penso che una lezione è lunga un’ora e quarantacinque minuti. Cioè tre mezz’ore. Vado a tappe. Adesso ho controllato. È passata solo la prima mezz’ora…
Franz guarda l’orologio anche lei: “Solo 30 minuti… noooooooo”.
Poco dopo diventa buio di nuovo. Bonnie  & Clyde se la svignano J Ela

mercoledì 8 dicembre 2010

Oggi cucino io!

"Oggi cucino io, ragazze belle!"
Ela entra in casa con una busta di cartone pesantissima e gli occhiali appannati dal freddo-caldo repentino. Io la guardo e comincio a temere il contenuto di quella busta. Quel sorriso a denti stretti poi, da pubblicità della mentadent, un po' m'insospettisce...
"Ah, bello... e posso chiederle cosa si mangia, notre chef de cuisine?"
"È una sorpresa!"
Ah mo' stiamo a posto! L'ultima volta che ci ha fatto una sorpresa, ha cucinato il riso con gli amaretti e la volta prima la pasta nella pentola a pressione. Il riso era d'alta classe, ma la pasta... Dato che non riesco proprio a frenare la curiosità, seguo Ela in cucina e la guardo mentre svuota il sacco misterioso.
"Non riesci proprio a fidarti eh?" e ancora quel sorriso da mentadent.
"No, no, è pura curiosità..." la prendo in giro e osservo attentamente:

Zucchine, Melanzane, Peperoni...

"Mmm un ratatouille?!" sparo e parto col gioco dell'indovinello.
"Noooo..." sorriso mentadent.

Riso, curry...

"Riso al curry! Sì sì, riso al curry!"
"Noooo..." un altro maledetto sorriso alla mentadent.

Banane, latte di cocco...

Ebbene dopo le Banane, la faccia mi si trasforma in un grande punto interrogativo ed Ela, contenta di avermi fatto penare abbastanza: "Cena orientale: banane fritte, verdure al curry e riso bagnato al latte di cocco!"

"Ciao chicas, che si mangia sta sera?" Francis entra in cucina.
"Cucina lei..."
"Ah."
"Oh che noiose... sarà buonissimo vedrete!" E prima di chiudersi la porta alle spalle ci regala un'altra volta quel sorriso da pubblicità.

"Sai cos'è, quell'espressione lì... È quella che mi preoccupa." Si confida Francis.
"Ah chi lo dici! Io lo chiamo il sorriso mentadent..."

Lola :-)

p.s. Poi la cena era squisita. Merci Ela!

lunedì 6 dicembre 2010

Stupide superstizioni e stupidi sogni

Questa mattina mi alzo euforica e felice. Questa notte ho dormito fantasticamente. Questo giorno è tutto mio, la recensione per storiografia dei sessi è scritta, non ho lezione perché la professoressa è a letto con la febbre (mi dispiace per lei, ma non per me). Questa cucina profuma di una colazione con pane tostato e marmellata. Questa...

"Ciao Lo!"
Francis mi distrae dal mio Laudato sii e io la saluto con un dolce viso fresco fresco di felice rugiada.
"Non sai Lola!"
Spalmo il burro sul pane tostato e ammiro il suo scogliersi lentamente, questa sì che è una delle gioie della vita! Ancora in estasi faccio segno a Francis di spiegarmi.
"Ho fatto un incubo Lola... Cavolo... Ho sognato che tu e O'Tactac litigavate e lui ti lasciava..."
Mi giro, la fisso terrorizzata. Lei sa che io i sogni non riesco a prenderli alla leggera, mi ci fisso come una bambina, perdo qualsiasi processo di razionalizzazione, li indago e li maledico. Ma sembra dimenticarsene perché continua.
"Sì, ho sognato che litigavate e lui se ne andava con quella..."
"Quella chi?!"
"Beh quella del sogno no?"
"E chi è?!"
"E che ne so!"
"..."
"Ma sai Lola, se i sogni li racconti, poi non si avverano!"

Questo toast è duro. Questo burro è freddo. Questa marmellata mi ha stufato. Questo caffé non è italiano. Questa giornata è grigia. Questo tavolo è sporco. Quest'oggi dovrò strafogarmi di testi da leggere. Questo...

Ela entra in cucina mentre io ancora sono incollata al tavolo.
"Senti Ela, ma secondo te i sogni se li racconti poi non si avverano?"
"Eh?!"

Lola :-)

venerdì 3 dicembre 2010

Vino rosso corposo e profumato

Giornata dura, estenuante, disarmante. Lola abbandona la biblioteca dopo 8 ore di studio e si dirige verso casa con i concetti rivoluzionari francesi che ancora le passeggiano in testa. È già buio e deve stare attenta a non slittare sulla neve ghiacciata di Funklandia. La vede da lontano, una piccola cameretta al terzo piano, illuminata da una luce calda velata da tende color arancio. Alla finestra la saluta Ela. Entrambe sventolano goffamente la mano e intrattengono il vicinato con una breve parodia di Romeo e Giulietta. Lola entra in casa, ed è felice di chiudere il freddo, la gente e le parole vuote fuori dalla porta. Pensa che anche questo fa parte della vita di uno studente. Con Ela decidono cosa cucinare, "du belle linguine a li funghi" sentenzia Lola. Prima però stuzzicano un po' qui e un po' là, danno così il via ad un aperitivo improvvisato, purtroppo senza neanche un bicchiere di vino. "Ma c'è questa però!" Ela tira fuori una bottiglia di Coca Cola. Lola fruga nell'armadio della cucina e tira fuori, come per incanto, due bicchieri a calice.

Stanno lì come delle donne già fatte e finite, a bere Coca Cola come se fosse vino rosso. Ne apprezzano il buon bouquet di profumi e la corposa consistenza, mentre pensano che anche questo fa parte della vita di uno studente.

Lola :-)

mercoledì 1 dicembre 2010

Aggiungi un posto a letto

12.46
"Lola, senti, sta sera arriva mio fratello e pensavo di farlo dormire nel mio letto. Posso venire a dormire con te?"
"Ma certo, non per niente ho un letto a due piazze. Solo preparati, è duro come il cemento!"

23.03
"Francis io vado a dormire, sono morta. Tu vieni quando vuoi."
"No vengo ora perché sono morta anch'io."

23.07
"Ma lo sai che Nina si è fidanzata?"
"Sì ho visto su facebook..."

23.11
"Domani ho messo la sveglia alle 6.30, spero di non svegliarti..."
"No problem, io l'ho messa alle 8.00"

23.15
"Ah ho dovuto girare il piumone, così ci stiamo tutte e due in larghezza. Solo che i piedi sotto non ci stanno e sbucano fuori... Fa niente?"
"No problem."

23.16
"Cacchio però ho freddo ai piedi..."
"Mi dispiace!"

23.20
"Vado a mettermi i calzini..."
"Ma come Francis dormi con i calzini?!"

1.05
Dopo una lunga trafila per infilarsi a letto, capire quale fosse il verso della coperta, ricoprire i piedi di babbucce calde, darsi la buona notte 20 volte, evitare di respirare pesantemente, sentire il coinquilino dell'appartamento accanto che cammina in giro, obbligarsi a non prendersi troppa coperta per sé che poi l'altra gela, vietare ai muscoli di sentirsi intorpiditi perché tanto si ha fatto un voto all'immobilità, dopo tutto questo Francis e Lola prendono sonno sfinite come se avessero combattuto una battaglia.

L'indomani si chiedono l'un l'altra come hanno dormito. Entrambe rispondono che hanno dormito bene, anche se quelle occhiaie paffutelle ai bordi degli occhi stanno lì sfacciate a non mentire.

"Ho sognato che c'era il terremoto..."
"Ah, mo' pure il terremoto!"

Lola :-)